Una lettrice racconta la richiesta inaspettata della madre malata con cui aveva interrotto i rapporti. Lei rifiuta, ma la situazione degenera, coinvolgendo persino la polizia.
La madre della nostra lettrice, con cui aveva tagliato i rapporti da tempo e gravemente malata, l’ha contattata improvvisamente per chiederle di tornare a vivere con lei. La figlia ha rifiutato, ma l’episodio si è trasformato in qualcosa di molto più complesso, fino all’intervento delle forze dell’ordine. Leggete la sua storia per capire come sta affrontando questa situazione difficile.
Mia madre mi ha abbandonata per un altro uomo quando avevo 11 anni. Da allora, mio padre mi ha cresciuta da solo. Ora ho 29 anni, mio padre non c’è più e la casa in cui sono cresciuta è mia. La scorsa settimana, mia madre mi ha chiamata all’improvviso.
Mi ha detto di essere malata terminale, che voleva “rimediare” e tornare a vivere nella casa dove mi aveva cresciuta.
Ha insistito: «Vorrei tanto poter tornare nella casa dove ti ho cresciuta». Le ho risposto: «Tu non mi hai cresciuta». «Sei andata via». È scoppiata a piangere, accusandomi di essere crudele, ricordandomi che sono la sua unica figlia.
Non ci ho pensato più di tanto, finché ieri la polizia non si è presentata alla mia porta. Un vicino aveva chiamato.
Mi hanno detto che c’era una donna priva di sensi sui miei gradini. Era mia madre. Era lì da ore, con i bagagli ancora accanto. Pensano che sia collassata per la stanchezza, o forse per aver smesso di prendere i farmaci.
Ora è in ospedale. Mi hanno chiesto se fossi io il suo contatto di emergenza. Ho detto di no. Ho provato un senso di colpa. Ma ho passato più anni a piangere una madre viva di quanti altri ne passino a piangere una madre morta. Non aprirò la porta a chi, per prima, l’ha chiusa a me.
Questo mi rende forse senza cuore?



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