Sei persone sono iscritte nel registro delle annotazioni preliminari della Procura di Bologna dopo la morte di Abderrahim Fakir durante un fermo di polizia.
A Bologna, sei individui sono stati registrati nel registro delle annotazioni preliminari della Procura, tra cui quattro operatori del servizio ambulanza e due agenti di polizia del commissariato Bolognina Pontevecchio. Gli eventi si sono verificati il 19 luglio in via Svevo, dove Abderrahim Fakir, un uomo di 42 anni, è deceduto durante un intervento di fermo. Secondo le ricostruzioni, Fakir sarebbe stato immobilizzato a terra dagli agenti, perdendo poi conoscenza fino al decesso.
La polizia e i sanitari del 118 erano stati allertati dopo la richiesta di aiuto di un residente, che segnalava un uomo in stato di agitazione e in preda a una crisi psichiatrica, il quale stava infastidendo il conducente di un’auto in procinto di entrare in un garage. Testimoni affermano che Fakir, mentre era a terra sotto il controllo di due agenti, avrebbe esclamato “Basta, aiuto!” prima di perdere conoscenza. Nonostante l’intervento dei medici, non è stato possibile rianimarlo.
In una nota ufficiale, il procuratore capo di Bologna, Paolo Guido, ha comunicato che i magistrati sono già al lavoro per chiarire le circostanze del decesso. “Terranno conto dell’intero sviluppo dei fatti, che si estende oltre il video attualmente circolato in rete, acquisito da questo Ufficio”, ha dichiarato. Ha aggiunto che “la Procura, dopo aver esaminato i primi atti e la documentazione video, ha avviato un procedimento per chiarire le circostanze e le cause della morte”. Inoltre, ha sottolineato che “verranno svolte tutte le indagini necessarie, garantendo il rispetto delle procedure legali, a partire dagli accertamenti medico-legali, per arrivare a una ricostruzione completa e dettagliata dei fatti”.
L’ipotesi di reato al momento è omicidio colposo e coinvolge i quattro operatori del 118 e i due poliziotti. Non risultano iscritti nel registro i residenti presenti sul luogo, anche se alcuni di loro sono stati ripresi nel video girato da un testimone. La Procura di Bologna ha applicato una nuova norma riguardante il registro delle annotazioni preliminari, che prevede l’iscrizione di nomi di soggetti a cui è attribuito un reato in presenza di una causa di giustificazione. Questa è la prima applicazione dello scudo penale, una misura normativa che offre protezione a specifiche categorie di professionisti da responsabilità penali, interrompendo l’iscrizione automatica nel registro degli indagati.
Sul luogo dell’incidente erano presenti anche i volontari del 118, che avevano lasciato spazio ai poliziotti per eseguire il fermo. Quando Fakir ha iniziato a gridare “Basta, aiuto”, si è sentito male. L’Azienda USL di Bologna, responsabile per l’intervento del 118, ha reso pubblici gli orari delle operazioni svolte il 19 luglio:
12:17:08 – Invio dell’ambulanza Bologna65, primo mezzo di soccorso.
12:30:24 – Arrivo dell’ambulanza Bologna65 sul posto.
12:36:48 – Contatto dell’equipaggio con la Centrale Operativa 118 per un consulto medico e richiesta di invio dell’automedica.
12:42:23 – Invio dell’automedica Bologna101.
12:53:42 – Arrivo dell’automedica Bologna101, che ha constatato il decesso.
In seguito ai fatti, la Croce Rossa Italiana ha espresso cordoglio alla famiglia di Abderrahim Fakir e ha dichiarato la propria disponibilità a collaborare con l’autorità giudiziaria per chiarire quanto accaduto. “Dalle prime informazioni in nostro possesso, l’equipaggio CRI è intervenuto subito dopo l’intervento degli agenti di polizia per valutare le condizioni cliniche della persona, eseguendo manovre di rianimazione cardiopolmonare fino all’arrivo dell’automedica”, hanno spiegato. Hanno anche sottolineato che la morte di una persona è sempre un evento tragico e hanno rinnovato il loro cordoglio ai familiari di Fakir.
Le indagini proseguono e si prevede che venga disposta a breve un’autopsia sul corpo della vittima per chiarire le cause esatte del decesso e individuare eventuali responsabilità.



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