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“Non uscite di casa”: a Baghdad cielo oscurato e piogge acide sulla capitale dopo i bombardamenti alle strutture energetiche




Una fitta coltre di fumo nero ha avvolto la capitale iraniana, Tehran, in seguito agli attacchi condotti la scorsa notte dalle forze armate statunitensi e israeliane contro diversi depositi di carburante e raffinerie di petrolio situati nelle vicinanze della città, come riportato dai corrispondenti sul campo dell’emittente televisiva in lingua araba “al Jazeera”.



Precipitazioni di colore nero sono state registrate in città a seguito di attacchi sferrati la scorsa notte, che avrebbero colpito diversi siti di raffinazione e stoccaggio di carburante, tra cui aree situate nel sud-est della città e nella zona orientale di Teheran.  Tale situazione solleva preoccupazioni in merito alla potenziale presenza di aria tossica, in un contesto già caratterizzato da criticità sia di natura militare che ambientale e sanitaria.  Secondo le ultime stime disponibili, il bilancio delle vittime civili del conflitto in Iran si attestava a circa 1.300 unità tre giorni fa, ma si teme un aumento significativo del numero di vittime a causa dei recenti intensi bombardamenti.  Nel contempo, l’Iran continua a rispondere militarmente e, al momento, non si intravedono segnali di de-escalation del conflitto.

La Mezzaluna Rossa ha diffuso un comunicato in cui segnala il potenziale rilascio di composti tossici nell’atmosfera a seguito dell’esplosione del deposito petrolifero a Teheran, che potrebbe causare piogge acide pericolose in caso di precipitazioni.  Tale informazione è stata riportata dall’agenzia di stampa Mehr.

“A seguito dell’esplosione e dell’incendio nei depositi di petrolio, è stato rilasciato nell’atmosfera un volume significativo di composti tossici, tra cui idrocarburi, ossidi di zolfo e ossidi di azoto.  Queste sostanze possono combinarsi con il vapore acqueo presente nelle nuvole e, in caso di precipitazioni, generare piogge acide altamente corrosive”, ha spiegato la Mezzaluna Rossa, sottolineando che “il contatto diretto con questo tipo di pioggia può causare ustioni, irritazioni e danni alla pelle, mentre l’inalazione può provocare problemi respiratori”.  La raccomandazione fornita in caso di pioggia dopo un’esplosione di idrocarburi è di “non uscire di casa in nessun caso e di coprire tutte le aperture con un panno umido”.

“I quasi 10 milioni di abitanti di Teheran si sono svegliati con una mattina caratterizzata da dense nuvole nere”, ha riferito da Teheran l’inviato della CNN, Fred Pleitgen, in seguito agli attacchi israeliani che hanno colpito i siti di stoccaggio del petrolio iraniano.

Il reportage ha evidenziato la presenza di pioggia nera, presumibilmente satura di petrolio, nella capitale iraniana. Tale fenomeno si è verificato in seguito agli attacchi, che hanno colpito in particolare la raffineria Shahran di Teheran, immortalata in diversi video avvolta da fumo e fiamme.

Un residente della zona ha descritto l’esplosione notturna, definendola un evento senza precedenti che ha illuminato il cielo, evocando immagini apocalittiche e infernali.



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