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Nuovo video riguardante la morte di Fakir, traccia di sangue sotto la testa. L’avvocato: “La cocaina non ha nulla a che fare”



Un video recentemente diffuso documenta i momenti immediatamente successivi alla morte di Abderrahim Fakir, un uomo di 42 anni, avvenuta durante un intervento di polizia nel quartiere Pilastro di Bologna. Le immagini mostrano una chiazza di sangue significativa sotto la testa dell’uomo, con tracce ematiche visibili anche sul suo volto.



Il video, apparso questa mattina, rivela un agente della polizia scientifica che scopre il corpo di Fakir, avvolto in un lenzuolo e con le caviglie legate e immobilizzate. Il suo corpo giace in posizione supina e presenta evidenti segni di violenza, tra cui una lunga chiazza di sangue sotto la testa.

L’avvocato Fabio Anselmo, che rappresenta i familiari di Fakir, ha commentato la situazione in modo critico, affermando: “Come ci è finito tutto quel sangue nei polmoni? L’ha inalato perché l’hanno battuto. Non è sangue esterno. Cosa c’entra la cocaina con tutto questo sangue?”. Le sue parole riflettono una crescente preoccupazione riguardo alla gestione del caso e alla narrazione mediatica che potrebbe emergere.

Anselmo ha poi denunciato le analogie con altri casi controversi, come quello di Federico Aldrovandi e Riccardo Magherini, sottolineando come in passato si sia parlato per lungo tempo di droga in situazioni simili. In particolare, ha ricordato: “Non basta la brutta figura fatta con Aldrovandi? Non è bastata quella con Magherini? Con Aldrovandi si è parlato di droga per un anno. Durante l’incidente probatorio, le indagini del centro antidoping dimostrarono che non c’era droga nel corpo di Federico Aldrovandi.”

In merito all’autopsia eseguita recentemente, Anselmo ha espresso dubbi sulla validità delle indagini tossicologiche preliminari, affermando: “Per indagini tossicologiche serie ci vogliono giorni e giorni. Il test fatto è inattendibile e anche i consulenti della difesa lo sanno. È un test fatto per orientare. La cocaina non provoca tutto questo.” Secondo le prime analisi autoptiche, una crisi respiratoria e conseguente asfissia potrebbero essere le cause più probabili della morte di Fakir. Tuttavia, le circostanze esatte che hanno condotto a questa situazione e il momento preciso in cui si è verificata durante l’intervento della polizia rimangono da chiarire.

Le autorità competenti hanno a disposizione 90 giorni per completare le indagini e presentare una relazione definitiva. Anselmo ha sottolineato l’importanza di un’interpretazione cauta dei risultati diagnostici, specialmente nei casi complessi dove si ipotizzano meccanismi asfittici da compressione. Ha dichiarato: “Nei casi complessi in cui si ipotizzano meccanismi asfittici da compressione occorre sempre essere molto cauti nell’interpretazione diagnostica.”

Un elemento cruciale emerso è che, secondo quanto riportato, alla tomografia computerizzata (TAC) effettuata prima dell’autopsia è stato riscontrato sangue nelle vie aeree di Fakir, un reperto che non è tipico delle morti legate a meccanismi asfittici compressivi. Questo dettaglio solleva ulteriori interrogativi sulla dinamica degli eventi che hanno portato alla morte dell’uomo.

Le indagini continuano e gli organi coinvolti saranno analizzati con metodi avanzati, come l’analisi istologica. Solo al termine di questi esami sarà possibile trarre conclusioni definitive riguardo alla morte di Abderrahim Fakir e comprendere appieno le circostanze che l’hanno circondata. La comunità attende con ansia i risultati delle indagini, mentre i familiari di Fakir cercano giustizia e chiarezza su quanto accaduto durante il tragico intervento della polizia.

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