Tra gli aggressori potrebbero esserci anche addetti alla custodia dei bagni pubblici. Il sindaco Leccese parla di episodio indegno e le ha fatto visita. Dopodiché incontrando i giornalisti ha ribadito che si è trattato di un episodio di una “violenza inaudita”
di Chiara Spagnolo per Repubblica
Sono stati già individuati dagli agenti della polizia locale di Bari i presunti autori dell’aggressione avvenuta nel tardo pomeriggio del 23 luglio nei bagni pubblici del parco Rossani ai danni di una studentessa 26enne. La loro posizione è al vaglio degli inquirenti che dovranno accertare movente e dinamica dell’aggressione. Stando ai primi accertamenti sarebbero coinvolte delle persone addette alla custodia dei bagni pubblici. (VIDEO)
Bari, 26enne aggredita da dieci ragazzini.
“I soccorsi li ho chiamati io”#Bari #violenza #sicerezza pic.twitter.com/J4rt7qJiHP— Davide Scifo (@strange_days_82) July 25, 2026
La vittima, che ha riportato traumi oculare e nasale, è stata soccorsa dal 118, che lei stessa ha chiamato, dopo che nessuna delle persone che hanno assistito all’aggressione è intervenuta per aiutarla. Portata al Policlinico, è giudicata guaribile in poco più di un mese. È stata proprio lei a raccontare – tramite un video pubblicato sui social – la modalità dell’aggressione: “Volevo utilizzare il bagno pubblico, sono stata accerchiata, buttata a terra da due adulti e picchiata con calci in faccia da dieci ragazzini, tra gli otto e i quattordici anni”.
I due adulti, stando al suo racconto, erano i genitori di uno dei ragazzi. La giovane donna parla di “una questione morale” da mettere in evidenza e spiega così la volontà di diffondere la notizia dell’aggressione con dei video molto forti. “I soccorsi li ho chiamati io mentre ero grondante di sangue, con una platea di gente che guardava, mentre prendevo calci in faccia da adulti e da ragazzini”. “Non state lì a guardare – ha detto – non siate spettatori della violenza e, soprattutto, non ne siate fautori”.
“Si tratta di un episodio indegno che non può trovare alcuna giustificazione” ha commentato il sindaco di Bari, Vito Leccese, che nel pomeriggio di oggi ha incontrato la ragazza nella sua abitazione. Dopodichè ha tenuto una conferenza stampa a Palazzo di Città in cui ha ribadito che si è trattato di un episodio di una “violenza inaudita” annunciando che l’amministrazione si costituirà parte civile nel processo.
Il sindaco ha avuto un confronto anche con la polizia locale “per attivare presidi sui luoghi di aggregazione”, “ma pensare che tutto si risolva con la presenza delle forze dell’ordine – ha aggiunto – non è la strada che ci porta verso un futuro di una comunità che può vivere serenamente le proprie piazze”.
Il sindaco ha tenuto a precisare le tempistiche. “Tenete conto che l’aggressione è avvenuta alle 19.25, l’intervento della polizia locale, allertata da 118, dopo 5 minuti, il tempo di arrivare nella zona, ma il fattaccio si era già consumato – ha detto spiegando che l’ex caserma Rossani è un luogo di otto ettari, il presidio della polizia locale è importante ma il presidio dei cittadini ancora più importante.
La polizia locale ha già estratto le immagini – io ho sentito il procuratore della repubblica a cui ho manifestato la mia preoccupazione, perché è un fenomeno che richiama la banalità del male della nostra società”.
Il sindaco, infine, ha spiegato che Giuditta, la ragazza aggredita, “a partire da questo episodio, vuole dare vita a un progetto per creare un parco di comunità e ‘comunitabile’, con la voglia di riprendersi al più presto e di utilizzare questa sua drammatica esperienza per ricostruire”.
Solidarietà è stata espressa anche dall‘Università di Bari, dove la ragazza frequenta la triennale in Filosofia, che “condanna la cultura della violenza e del degrado che attraversa il tessuto sociale e avvelena la collettività”.



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