Clara fece un altro passo.
Il cuore le batteva così forte che riusciva a sentirlo nelle orecchie.
La luce del mattino illuminava lentamente il letto.
Le lenzuola si mossero appena.
Poi vide il primo volto.
Suo marito.
Marco.
Dormiva profondamente, un braccio piegato sotto la testa.
Clara sentì qualcosa rompersi dentro di lei.
Ma non era ancora tutto.
Dall’altra parte del letto c’era qualcuno.
Una donna.
I capelli scuri sparsi sul cuscino.
Il respiro lento.
Tranquillo.
Come se quella fosse casa sua.
Clara rimase immobile.
Non urlò.
Non pianse.
Non fece nulla.
Dentro di lei si aprì un vuoto silenzioso.
Un vuoto più doloroso di qualsiasi urlo.
Fece un altro passo.
Il pavimento scricchiolò leggermente.
Marco si mosse.
Aprì gli occhi lentamente.
Per un secondo non capì.
Poi vide Clara.
Il colore gli scomparve dal viso.
«Clara…»
La donna accanto a lui si svegliò confusa.
«Cosa succede…?»
Clara non guardò neanche lei.
I suoi occhi erano fermi su Marco.
«Da quanto tempo?» chiese piano.
Marco aprì la bocca.
Nessuna risposta uscì.
Il silenzio riempì la stanza.
Poi, improvvisamente, una piccola voce arrivò dal corridoio.
«Mamma?»
Clara si voltò.
Suo figlio Luca era in piedi sulla porta, con i capelli spettinati e gli occhi ancora pieni di sonno.
Quando la vide, il suo volto si illuminò.
«Mamma! Sei tornata!»
Corse verso di lei.
Clara si abbassò automaticamente e lo abbracciò forte.
Così forte che il bambino quasi non riusciva a respirare.
«Mi sei mancata,» disse Luca.
Clara chiuse gli occhi.
E in quel momento capì una cosa.
Non era tornata a casa per Marco.
Era tornata per lui.
Si alzò lentamente, tenendo Luca per mano.
Marco si era già seduto sul letto.
«Clara, posso spiegare—»
Lei lo interruppe con calma.
«Non serve.»
La donna sul letto guardava la scena in silenzio, improvvisamente a disagio.
Clara prese le chiavi dal tavolo dell’ingresso.
Poi guardò Marco per l’ultima volta.
«Tra una settimana torno con i documenti del divorzio.»
Marco rimase senza parole.
Clara si voltò verso suo figlio.
«Luca, prepara uno zaino.»
Il bambino annuì.
«Vengo con te?»
Clara sorrise, per la prima volta da quando era entrata.
«Sempre.»
Marco si alzò di scatto.
«Non puoi portarlo via così!»
Clara si fermò sulla porta.
Si voltò lentamente.
La sua voce era calma.
Ma definitiva.
«Non lo sto portando via.»
Fece una pausa.
«Lo sto portando a casa.»
E senza guardarsi indietro…
Clara uscì.



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