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“Ogni giorno è una lotta, vita rovinata” Federica Brignone si confessa dopo il doppio oro



È una tarda serata a Cortina, e Federica Brignone si sente stanca dopo una lunga giornata. Mentre cammina nei pressi dell’Hotel de la Poste, il freddo pungente e la stanchezza accumulata, dovuta anche ai pasti saltati, si fanno sentire. Tra le emozioni vissute, ci sono state anche le telefonate di Deborah Compagnoni e Alberto Tomba, che hanno arricchito la sua giornata.



La tentazione di recarsi a Casa Austria, dopo l’abbraccio ricevuto a Casa Italia, è forte. Non tanto per essere accolta come una regina, avendo vinto due medaglie d’oro olimpiche, ma per incontrare amici e ballare. A Federica è stata recentemente rivolta la domanda se stia per ritirarsi: “L’unico mio annuncio è che tornerò per un paio di giorni al JMedical di Torino”. Ha chiarito che non ha intenzione di abbandonare, come fece Flavia Pennetta dopo lo Us Open.

È arrivato il momento di festeggiare per Federica Brignone?

“Veramente ho già festeggiato due giorni prima del gigante, a Casa Austria. Non potevo esagerare, però sì, mi sono divertita un po’, e la gamba mi ha fatto un po’ male per il ballo. Quando sono tornata in camera ho messo il ghiaccio fino all’una di notte. Niente che abbia compromesso la mia ultima gara alle Olimpiadi”, ha spiegato.

Dopo la vittoria in superG, era difficile rimanere nell’ombra.

“Infatti, qualche domanda te la fai e un po’ di stress in più c’è. Tutto diventa più difficile: due manche, l’attesa tra una e l’altra, il buio che scende, tutti che ti aspettano. Ho lavorato con il fisioterapista per sciogliere la tensione accumulata. Ho chiuso gli occhi per allontanare i pensieri inutili”.

Ha descritto un momento in cui ha sentito che tutto stava per esplodere: “Non volevo scendere, mi sono dovuta autolesionare per costringermi a partire. In gara si sta in uno stato di massima allerta, come quando si ha paura di morire. Una volta tagliato il traguardo ho sentito il boato ed è stato incredibile”.

Il suo gigante è stato paragonato a quello di Alberto Tomba?

“Ma no, quelle gare le facevo lo scorso anno. Non penso nemmeno che il gigante di oggi sia stato la mia gara più bella”.

Se le avessero predetto il successo ottenuto a Cortina, cosa avrebbe risposto?

“Avrei detto ‘impossibile, ma che razza di sogni fate?’”.

Il network NBC ha definito il suo casco “il più intimidatorio” delle Olimpiadi: quella tigre rappresenta Federica?

“Sì, lo sono. Quando ho fatto disegnare il casco volevo un animale serio, non aggressivo, perché io sono molto concentrata ma non aggressiva. Volevo una tigre che sembrasse vera, non stilizzata. Ma io penso di impressionare più con la mia sciata che col casco”.

Che effetto le ha fatto vedere le sue avversarie Hector e Stjernesund inchinarsi?

“Mi sono vergognata un po’, loro due sono grandi. Ma soprattutto, Sarah e Thea Louise sono amiche”.

Tornerà presto come prima?

“È impossibile. Mi sono rovinata completamente la gamba e il ginocchio, e ogni giorno è una lotta. Ci vorrà tempo, la tibia non è più allineata, ha un buco. La mia è stata una frattura multipla, e non ho mai voluto pensare a quanto fosse grave. La gente credeva che non sarei tornata più, ma io ribattevo: ‘No, io torno’. Per due mesi non sono riuscita nemmeno a piegare la gamba, e ancora adesso non so se potrò più giocare a tennis. Quindi sì, scambierei le mie due medaglie olimpiche per tornare indietro e non subire questo infortunio”.

Cambierà la sua vita ora che ha guadagnato 360mila euro di premi?

“Dei soldi non me ne frega niente, la mia casa va bene com’è. Mi spaventa solo non poter più tenere privata la mia vita”.

Federica Brignone continua a dimostrare determinazione e resilienza, affrontando le sfide che la vita da atleta le presenta, mentre si prepara a tornare in pista.



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