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Omicidio di Massa, arrestati Eduardo e Alexandru: choc nella comunità rumena



Morte di Giacomo Bongiorni a Massa: due arresti



Due giovani di origine rumena sono stati arrestati a Massa per l’omicidio di Giacomo Bongiorni. L’aggressione sarebbe nata da un rimprovero per bottiglie lanciate contro una vetrina.

Due ragazzi maggiorenni sono stati arrestati nel tardo pomeriggio di domenica a Massa con l’accusa di omicidio volontario in concorso, aggravato dai futili motivi. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due — insieme ad altri giovani, tra cui un minorenne che è stato fermato — avrebbero partecipato al pestaggio costato la vita a Giacomo Bongiorni, 47 anni, figura conosciuta in città.

L’episodio, stando alle informazioni finora emerse, sarebbe scaturito da un richiamo rivolto al gruppo. Il cognato di Giacomo Bongiorni avrebbe rimproverato i ragazzi perché, in quel momento, stavano lanciando bottiglie contro una vetrina. Da quel confronto sarebbe poi nata la violenza che, sempre secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe portato all’aggressione e all’uccisione dell’uomo.

Gli arrestati sono entrambi di origine rumena. Il primo è Eduardo Alin Carutasu, 19 anni, nato a Buzau, in Romania, e residente a Massa. Sul suo profilo Facebook, secondo quanto rilevato, compare come immagine una figura riconducibile ad Anonymous: la maschera resa nota dal film “V per Vendetta”, spesso associata ai temi di anonimato e protesta.

Il secondo arrestato è Alexandru Ionut Miron, 23 anni, residente a Montignoso, comune apuano confinante con Massa. Da quanto trapela, entrambi sarebbero piuttosto conosciuti sul territorio. La posizione degli altri componenti del gruppo, incluso il minorenne fermato, è al vaglio degli inquirenti nell’ambito delle attività investigative in corso.

La vicenda è maturata in un contesto particolare per la comunità rumena locale: domenica, infatti, a Massa e nel resto d’Italia si celebrava la Pasqua ortodossa, una delle ricorrenze più sentite in Romania. Nel pomeriggio, la comunità si era ritrovata per festeggiare, al termine di giorni di preparativi, senza che vi fosse consapevolezza di quanto sarebbe accaduto poco dopo e delle conseguenze che, di lì a breve, sarebbero emerse dalle verifiche condotte dalle forze dell’ordine.

Le indagini hanno portato a provvedimenti eseguiti dopo gli accertamenti svolti nelle ore successive ai fatti. In questo quadro, l’avvocato Enzo Frediani, che assiste Caratasu, ha fatto sapere che attende di leggere gli atti prima di rilasciare dichiarazioni sull’impianto accusatorio e sugli elementi raccolti.

Nel corso dell’attività di ricostruzione, tra le persone ascoltate figurano anche alcuni genitori. Uno di loro, secondo quanto trapela, avrebbe respinto l’ipotesi che i ragazzi coinvolti facciano parte di una baby gang strutturata, ricondicendo l’accaduto a un’azione non organizzata. Su questo aspetto, tuttavia, le valutazioni definitive dipenderanno dagli esiti degli accertamenti e dai riscontri che saranno formalizzati negli atti.

Intanto, il caso ha assunto rapidamente una dimensione nazionale, alimentata anche dalle discussioni sui social. Alla notizia della morte di Giacomo Bongiorni si è affiancata la reazione legata alle circostanze che avrebbero innescato l’aggressione, ricondotte a un rimprovero e dunque a motivi ritenuti futili dagli inquirenti. In città, nelle ore successive, non sono mancati momenti di partecipazione e cordoglio. In uno dei resoconti pubblicati sul tema, è stata riportata la frase «Lo hanno ucciso come animali».

Sulla vicenda è intervenuta anche Francesca Fialdini, ricordata tra le persone che hanno legami con il contesto locale e con la vittima: «Giacomo ha agito da padre e cittadino». Sul fronte ecclesiale, è stato riportato un passaggio attribuito al vescovo di Massa Carrara: «Una fiaccolata per lui, la sua famiglia e contro tutta questa violenza». Le iniziative e le eventuali modalità organizzative, come emerso, sarebbero valutate nel solco del lutto che ha colpito familiari e conoscenti.

A rappresentare, sul piano istituzionale, un riferimento per la comunità rumena nel Consiglio comunale di Massa è Robert Delaunu, eletto nel 2023 e indicato come primo cittadino straniero ad entrare nell’assise cittadina. Contattato dal Corriere della Sera, ha scelto per il momento di rimandare un commento sull’accaduto.

L’inchiesta prosegue per chiarire nel dettaglio la dinamica, le singole responsabilità e il ruolo attribuito a ciascun componente del gruppo. Gli sviluppi saranno legati agli ulteriori riscontri, alle testimonianze e alle valutazioni dell’autorità giudiziaria, mentre restano al centro l’uccisione di Giacomo Bongiorni e il contesto in cui, secondo l’accusa, sarebbe maturata.

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