Il film del 2024 diretto da Gerardo Herrero racconta l'infiltrazione di due agenti a Raqqa, tra coperture, violenza e scelte morali.
Operazione Raqqa è un thriller di spionaggio del 2024 diretto da Gerardo Herrero e trasmesso da Rai 4, durato circa 106 minuti. Il film, noto anche come Raqa (titolo originale) e Raqqa: Spy vs. Spy all’estero, mette a confronto due infiltrati che, nelle stesse vie di una città sotto controllo dell’ISIS, seguono obiettivi comuni ma dipendono da strutture diverse.
Operazione Raqqa: Regia, sceneggiatura e squadra tecnica
La sceneggiatura, firmata da Irene Zoe Alameda, si basa sul romanzo Vírgenes y verdugos di Tomás Bárbulo. Si tratta di una coproduzione tra Spagna, Marocco e Germania, con società come Tornasol, Malika y el Saharaui AIE, Angle Production e Rexin Film tra le produttrici. Alla produzione compaiono Gerardo Herrero e Mariela Besuievsky. La direzione della fotografia è di Juan Carlos Gómez, il montaggio di Clara Martínez Malagelada e le musiche di Paula Olaz.

Cast e personaggi principali
Il film ha come protagonisti Álvaro Morte, che interpreta Haibala detto El Saharaui, e Mina El Hammani nel ruolo di Malika. Tra gli altri attori figurano Abdelatif Hwidar (El Mauritano), Fariba Sheikhan (Jamsa), Ben Temple (Khaled), Sara Hwidar (Muna), Cristina Kovani (Alia), Déborah François (Josephine), Ali El Aziz (dottor Abdelahuid), Younes Benzakour (Abu Hassan), Larbi Ajbar (Mohamed) e Mouna Diaj (Amira). Il racconto alterna i percorsi di Haibala e Malika invece di metterli subito in una squadra unica: ciascuno opera sotto copertura con modalità che l’altro non conosce.
Dove è stato girato il film
Le riprese si sono svolte tra Marocco e Spagna. Scene urbane sono state realizzate a Casablanca e Marrakech; il paesaggio desertico delle Bardenas Reales, in Navarra, è stato impiegato per ricreare le aree di confine fra Siria e Iraq. Ulteriori location navarrese comprendono Tafalla e Pamplona: in questi luoghi sono stati girati sia esterni sia interni (per esempio gli interni ospedalieri). Per l’ospedale mostrato nella storia sono stati usati esterni in Marocco e interni a Tafalla. Pamplona ospita inoltre sequenze ambientate in un albergo e in zone aeroportuali. Raqqa resta l’ambientazione narrativa della vicenda, non il set effettivo: la città siriana è ricostruita assemblando scenari distanti tra loro per adattarli alla missione clandestina raccontata.

Trama: infiltrazioni, sorveglianza e scelte morali
La storia si svolge nel 2014 nella Raqqa controllata dall’ISIS. Haibala entra in città sotto copertura per localizzare El Jordano, un dirigente protetto da una rete di intermediari e uomini fidati; agisce per interessi russi e deve quindi avvicinarsi alla struttura senza rivelare la propria identità. Malika, un’infermiera originaria di Ceuta inserita in una missione per Europol, si muove nello stesso contesto con una copertura che le permette di accedere a donne e feriti, ma la espone a regole sociali e pratiche di controllo tipiche di quell’ambiente.
Nel corso della narrazione i due osservano il potere dell’organizzazione da punti di vista diversi: commercio, relazioni e gerarchie interne offrono spunti informativi ma anche fattori di rischio come ricatto e sospetto. Il film pone particolare attenzione alla condizione delle donne: schiavitù, abusi e il controllo dei corpi non sono semplicemente uno sfondo, ma elementi che influenzano le decisioni operative degli agenti e la durata della loro copertura. L’incontro con persone in evidente pericolo costringe a scelte che possono mettere a rischio la missione per salvare chi è esposto alla violenza.
Finale: caos, salvezza e ambiguità operativa
La fase conclusiva porta la missione nel pieno dell’attacco a Raqqa: bombardamenti e scontri rendono critica la fuga dalla città e complicano le operazioni sul campo. La caccia a El Jordano non si risolve in uno scontro diretto con il dirigente, che resta schermato dalla sua organizzazione. Il punto focale dell’epilogo rimane il rapporto tra Haibala e Malika: il loro avvicinamento non si traduce in una fiducia totale, ma li pone al centro di una relazione ambigua tra attrazione e interessi operativi.
Il film collega la sopravvivenza individuale alla logica dello spionaggio: uscire dall’emergenza non significa automaticamente affrancarsi dalle reti, alleanze e vincoli in cui i due agenti si sono mossi, lasciando aperto il significato pratico e morale della loro intesa.

Operazione Raqqa presenta dunque una ricostruzione narrativa che privilegia le prospettive personali all’interno di una missione segreta e violenta: il bersaglio politico e operativo resta in parte inesplorato, mentre il film concentra l’attenzione sulle persone che rendono possibile la protezione e il mantenimento del potere.
Nota editoriale: le informazioni sono tratte dal materiale fornito sul film; non sono state aggiunte citazioni o dichiarazioni non presenti nel dossier.



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