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Padre salva la figlia donandole due organi: primo doppio trapianto in Italia all’ospedale di Bergamo



Un uomo serbo di 37 anni ha compiuto un gesto straordinario donando due organi alla figlia di 7 anni, salvandole la vita. Questo intervento, avvenuto il 18 dicembre presso l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, rappresenta il primo caso in Italia di trapianto combinato di rene e fegato da donatore vivente. Entrambi, padre e figlia, sono stati dimessi ieri, lunedì 19 gennaio, e stanno bene. Secondo quanto comunicato dall’ospedale, gli interventi di prelievo e trapianto sono durati in totale 18 ore.



La piccola, che soffriva di una rara malattia genetica che colpisce sia il fegato che i reni, era costretta alla dialisi fin dall’età di 4 anni. Inizialmente sottoposta a dialisi peritoneale domiciliare per 13-18 ore al giorno, la situazione si era complicata con la necessità di passare all’emodialisi, limitando notevolmente la sua mobilità. La bimba ha anche sviluppato cirrosi epatica, che ha reso impossibile un trapianto renale isolato.

Il padre, parlando del miglioramento della salute della figlia, ha dichiarato: “È una gioia oggi vedere che nostra figlia ha riacquistato l’appetito e la voglia di giocare. Prima si stancava molto facilmente e interrompeva il gioco per sdraiarsi a riposare. Ora sta diventando come tutti gli altri bambini: vivace, gioiosa, piena di energia, finalmente senza cateteri che erano necessari per la dialisi. Ora potrà iniziare la scuola, spensierata come i suoi coetanei”.

Il trapianto da donatore vivente in Italia è un processo rigoroso, progettato per garantire la sicurezza sia del donatore che del ricevente. Dopo la valutazione della compatibilità tra padre e figlia, è stato necessario ottenere il parere favorevole della Commissione Regionale di Parte Terza e il nulla osta della Procura di Bergamo. La famiglia della bimba è arrivata a Bergamo ad ottobre, iniziando un percorso che ha visto la piccola ricoverata nel reparto di Pediatria diretto dal professor Lorenzo D’Antiga, dove ha continuato le sedute di dialisi.

Quando una malattia colpisce sia il fegato che il rene, è fondamentale stabilire una strategia di trapianto. In questo caso, la decisione di eseguire simultaneamente il trapianto di fegato e rene ha comportato notevoli vantaggi. La bimba ha potuto evitare un lungo periodo di dialisi post-operatoria e il padre ha evitato un secondo intervento.

I chirurghi della Chirurgia 3, diretta da Domenico Pinelli, hanno verificato la disponibilità del padre a donare parte del fegato e un rene alla figlia, valutando la compatibilità. I rischi per il donatore sono stati considerati accettabili rispetto ai benefici attesi per la bimba. Il padre ha affermato: “La decisione di donare per nostra figlia l’avevamo presa io e mia moglie più di due anni fa, quando i medici ci hanno detto che era arrivato il momento di iniziare la dialisi. Abbiamo pregato Dio affinché ci aiutasse e lui ci ha ascoltati. I medici dell’ospedale di Bergamo hanno svolto il compito più grande e più responsabile. Noi abbiamo semplicemente fatto ciò che farebbe qualsiasi genitore”.

L’intervento è stato eseguito in due sale chirurgiche adiacenti, con un’équipe composta da 6 chirurghi, 7 anestesisti e 20 professionisti infermieristici. L’operazione è iniziata alle 9:30 del 18 dicembre e si è conclusa alle 3:37 del giorno successivo. L’équipe chirurgica ha incluso i medici Stefania Camagni, Annalisa Amaduzzi, Flavia Neri e Martina Sala, mentre l’assistenza anestesiologica è stata fornita da Emanuele Capaccio, Carlo Pirola e Emanuela Cadei.

L’ospedale di Bergamo ha sottolineato l’importanza di questo trapianto, che non solo ha salvato la vita della piccola, ma ha anche aperto la strada a future possibilità di trapianti combinati in Italia. La storia di Davide e della sua figlia Sofija rappresenta un esempio di amore e dedizione, evidenziando il potere della donazione di organi e l’importanza di una rete di supporto medico altamente specializzata.



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