Don Marco Damanti, parroco di Ravanusa e Campobello di Licata, in provincia di Agrigento, ha inizialmente definito la notizia della morte del ladro sinti Adamo Massa, avvenuta a Lonate Pozzolo a 1.500 chilometri di distanza, una «bella notizia», successivamente modificata in «buona».
Attraverso i propri canali social, don Marco ha espresso: «Mi dispiace per la perdita di una vita umana. Che questo evento possa servire da monito». Tale affermazione ha suscitato scalpore. Un utente ha commentato: «Trovo difficile credere che queste parole provengano da un uomo di chiesa, che in una situazione del genere dovrebbe invitarci alla preghiera per la vittima e per il giovane coinvolto».
Il parroco siciliano ha successivamente precisato: «Riconosco che tali eventi causano sempre dolore. Tuttavia, la casa rappresenta un rifugio fondamentale per ogni individuo, e la presenza di ladri al suo interno è un’esperienza traumatica. Conosco persone che, a seguito di una visita da parte di ladri e della conseguente violazione della propria privacy, hanno sofferto di disturbi del sonno e di ansia per diversi mesi. Un prete invita sempre alla preghiera, ma anche all’impegno di essere cittadini onesti».
Titolo: «Bella notizia»: polemiche sul parroco che esulta per la legittima difesa dopo la morte di un rapinatore
Sottotitolo: Il post su Facebook del parroco di Ravanusa e le reazioni sconcertate: «Dovrebbe invitarci alla preghiera per la vittima»
Autore: David Alan Scifo
Fonte: Repubblica
Il riconoscimento della legittima difesa per l’uccisione di un ladro durante una rapina avvenuta in provincia di Varese è stato accolto con favore da Don Marco Damanti, parroco di Ravanusa e Campobello di Licata, in provincia di Agrigento. Attraverso la sua pagina Facebook, Don Marco ha condiviso la notizia, commentando: “Mi dispiace per la perdita di una vita. Che possa servire da monito”. Quando un utente ha sottolineato che un tale evento non possa essere definito una “bella notizia”, Don Marco ha modificato il suo commento definendolo “buona notizia”, senza tuttavia placare le critiche e suscitando un acceso dibattito tra coloro che condividono la sua opinione e coloro che la contestano.
L’episodio in questione si è verificato a Lonate, in provincia di Varese, dove un uomo ha sorpreso dei ladri all’interno della propria abitazione e ha tentato di fermarli accoltellandone uno, che è successivamente deceduto presso l’ospedale di Magenta. Le reazioni alle dichiarazioni di Don Marco sono state contrastanti. Un utente ha commentato: “Trovo difficile credere che questo post provenga da un uomo di chiesa, che in una situazione del genere dovrebbe invitarci alla preghiera per la vittima e per il giovane coinvolto. Non si può gioire di ciò che rappresenta una tragedia sociale, in cui non si intravedono che vittime”.
Don Marco, tuttavia, ha mantenuto la sua posizione, argomentando: “Con questa affermazione intendo sottolineare che tali eventi causano sempre dolore, ma è innegabile che la casa rappresenti un rifugio per le persone e che la presenza di ladri al suo interno sia un’esperienza traumatica. Conosco persone che, a seguito di una visita da parte di ladri e della conseguente violazione della propria privacy, hanno perso la serenità per diversi mesi. Un prete invita sempre alla preghiera, ma anche all’azione, affinché si possa essere cristiani e cittadini onesti e rispettosi”.
Il dibattito rimane aperto, poiché altre persone condividono la posizione di Don Marco e appoggiano il suo punto di vista sulla vicenda.



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