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Recuperato il corpo della bimba di 10 anni dispersa nelle acque del lago di Como: intervento dei sommozzatori concluso



Nella serata del 21 luglio, dopo un’intensa e prolungata operazione di ricerca, i sommozzatori dei vigili del fuoco hanno recuperato il corpo senza vita di una bimba di 10 anni nel lago di Como. La tragedia si è consumata dopo che la piccola, in gita con la sua famiglia, si è tuffata in acqua in un’area dove era vietato nuotare. I genitori, colpiti da un forte stato di shock, sono stati accompagnati in Questura per ricevere supporto.



Secondo le ricostruzioni, la bimba si trovava in un’area nota per la sua bellezza paesaggistica, di fronte al Tempio Voltiano e vicino ai “Giardini a lago” nel centro di Como. Intorno alle 15 di ieri, la giovane ha deciso di tuffarsi in acqua, ma non è più riemersa. Le testimonianze indicano che la bimba stava giocando in prossimità di una secca che emerge ciclicamente e che attira numerosi bagnanti ogni anno, nonostante il divieto di balneazione.

Immediatamente dopo il tuffo, è stato lanciato l’allerta. Nonostante l’intervento rapido dei soccorsi, il recupero del corpo della bimba ha richiesto diverse ore. Le operazioni di ricerca hanno visto la partecipazione di unità navali della guardia di finanza e dei vigili del fuoco, a cui si sono uniti successivamente i sommozzatori provenienti da Torino, giunti in elicottero. Anche i sanitari dell’agenzia regionale per l’emergenza urgenza (Areu) erano presenti sul posto, supportando le operazioni con l’elisoccorso del 118.

Le ricerche hanno continuato fino al ritrovamento del corpo della bimba, avvenuto poco prima delle 23. La piccola, originaria del Marocco, si trovava in Italia per una visita ai parenti residenti nel Monzese. Quella giornata doveva essere un momento di svago e divertimento per la famiglia, ma si è trasformata in una tragedia inaspettata.

Dopo il recupero del corpo, i genitori della bimba sono stati assistiti dalle autorità locali e portati in Questura, dove hanno ricevuto supporto psicologico a causa dell’impatto emotivo della situazione. La notizia ha suscitato una forte commozione nella comunità locale e tra coloro che erano presenti al lago in quel momento.

Il lago di Como, meta ambita da turisti e residenti per le sue bellezze naturali e storiche, ha visto negli ultimi anni un aumento delle attività ricreative, inclusi i bagni in acque non sempre sicure. Questo tragico episodio riaccende i riflettori sulla sicurezza nelle aree balneabili e sull’importanza del rispetto delle indicazioni relative ai divieti di balneazione.

Le autorità competenti stanno ora indagando sull’accaduto per comprendere meglio le circostanze che hanno portato a questa tragedia. È fondamentale che vengano adottate misure adeguate per garantire la sicurezza dei bagnanti e prevenire incidenti simili in futuro.

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