I dati quantitativi, in ultima analisi, esercitano un’influenza maggiore rispetto alle suggestioni e alle aspirazioni, sebbene sia necessario mantenere un atteggiamento prudente nell’interpretazione dei sondaggi. Nella settimana in cui si sono diffuse voci e dichiarazioni, provenienti da diverse aree politiche, riguardo a un presunto aumento del sostegno al No nel referendum sulla giustizia, emerge un sondaggio autorevole che presenta un quadro sostanzialmente differente.
La rilevazione condotta dall’Istituto Piepoli per “Il Resto del Carlino” e per il “Quotidiano Nazionale” indica un netto vantaggio del Sì, a poco meno di un mese dalla data del referendum sulla riforma della giustizia. In questa occasione, non si riscontra alcuna significativa discrepanza nell’astensione che possa compromettere l’affidabilità delle stime.
Il sondaggio Piepoli evidenzia un incremento della partecipazione al voto, equamente distribuito tra gli elettori di maggioranza e di opposizione, nonché un consolidamento dei due schieramenti politici, rispettivamente di destra e di sinistra, a favore del Sì e del No. La stima attuale dell’affluenza alle urne si attesta intorno al 45%, con un incremento di due punti percentuali rispetto alle rilevazioni precedenti. Le intenzioni di voto indicano un vantaggio del Sì con il 54%, contro il 46% del No.
Si osserva un sostanziale equilibrio tra uomini e donne, con una lieve prevalenza di preferenze per il Sì tra il sesso maschile. Emergono, tuttavia, differenze più significative a livello generazionale: il No registra un aumento di consensi tra gli under 25 e tra gli over 54, mentre i favorevoli raggiungono il picco nella fascia di età compresa tra i 25 e i 34 anni.
Dal punto di vista geografico, il Sì appare più forte nel Nord Italia, mentre nel Centro e nel Sud la competizione risulta più equilibrata. Tra i laureati prevale il No, che invece registra un calo di consensi tra gli elettori con un livello di istruzione inferiore. Chi risiede nelle grandi città tende prevalentemente a votare No, mentre nei piccoli centri è più diffusa la propensione a confermare la riforma con un voto favorevole al Sì. Tuttavia, le dinamiche del referendum sono ancora in evoluzione e si preannunciano decisive nelle prossime settimane.



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