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Referendum, il flop da godere della mega manifestazione per il no: non c’erano neanche i parenti di chi era sul palco




Nella cornice di Piazza del Popolo a Roma, si sta svolgendo la manifestazione di chiusura della campagna elettorale per il No al Referendum costituzionale sulla riforma della giustizia.  L’atmosfera è resa solenne dalle note di celebri brani della sinistra, tra cui “Blowin’ in the Wind” di Bob Dylan, “Buffalo Soldier” di Bob Marley e “People Have the Power” di Patti Smith. 



La piazza è animata da una “bandiera” della pace lunga 25 metri, numerosi cartelli recanti lo slogan “Votiamo No, lasciateci in pace costituzionale” e dalle bandiere del Partito Democratico, della Confederazione Generale Italiana del Lavoro, di Alleanza Verdi e Sinistra, di Rifondazione Comunista, dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia e della Palestina.  Al fondo della piazza, alcuni giovani stanno ultimando la realizzazione di una scritta gigante “Vota No”. 

Tra i presenti, si segnalano Rosi Bindi e Gianfranco Pagliarulo. La manifestazione è stata inaugurata dal cantante Piji con una cover di “C’è chi dice no” di Vasco Rossi. Sul palco, si alternano i leader del campo largo, Elly Schlein (Partito Democratico), Giuseppe Conte (Movimento 5 Stelle), Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli (Alleanza Verdi e Sinistra), oltre al segretario della Confederazione Generale Italiana del Lavoro, Maurizio Landini, artisti e promotori dei comitati per il No.

Ma c’è un piccolo dettaglio di cui si è parlato troppo poco. In Piazza del popolo a Roma non c’era praticamente nessuno. Per carità, si tratta di uno dei luoghi più ampi di tutta Italia. Ma di fronte al campo largo che promette di andare un giorno al governo ci saremmo aspettati folle oceaniche e non i soliti quattro gatti di sinistra. “Pd, Movimento 5 Stelle, Anpi, Avs e Cgil: tutti uniti per il no, ma la piazza è semivuota – ha spiegato la pagina Instagram Sietedeipovericomunisti -. Appello a tutti voi: sono rumorosi, ma noi siamo più numerosi. Domenica e lunedì dev’essere una valanga di sì”.



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