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Scandalo a Crans Montana: Jacques Moretti esce di prigione grazie alla cauzione concessa dal giudice



Jacques Moretti, comproprietario del bar Le Constellation di Crans-Montana, avrebbe raccolto la somma di 200.000 franchi, necessaria per il pagamento della cauzione, al fine di evitare la detenzione preventiva.  Tale informazione è stata diffusa da France Info, che cita una fonte vicina al dossier.  Per il pagamento della cauzione si è offerto un “caro amico” dei coniugi, originari della Corsica.



Pertanto, Moretti è stato rilasciato dal carcere, nonostante l’incidente mortale verificatosi nel suo locale la notte di Capodanno.  La notizia è stata riportata anche in diretta televisiva da TgCom 24.

L’avvocato di Moretti ha confermato che il suo assistito sarà in grado di versare la cauzione richiesta dalla giustizia per la sua liberazione.  Moretti avrebbe inoltre raccolto ulteriori 200.000 franchi affinché anche sua moglie, Jessica Moretti, possa beneficiare della libertà.

Una persona vicina alla coppia si è resa disponibile a versare tale somma alla giustizia, agendo da garante, come precisato dalla radio francese.  È importante sottolineare che il Tribunale delle misure coercitive deve ancora convalidare le cauzioni richieste dal Ministero pubblico vallesano e che, anche in caso di approvazione, verrà verificata la provenienza dei fondi.

L’inchiesta

Nel frattempo, gli avvocati di Jessica e Jacques Moretti, proprietari del locale Le Constellation di Crans-Montana, teatro di un incendio nella notte di Capodanno che ha causato la morte di 40 persone, denunciano pressioni politiche sull’inchiesta.  Come riportato da diversi organi di stampa, i legali hanno richiesto alla procura del Vallese la trascrizione del colloquio avvenuto il 12 gennaio scorso tra la procuratrice generale Béatrice Pilloud e l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado.

“Un incontro informale – ha dichiarato l’ambasciatore, interpellato dall’ANSA – finalizzato a ribadire le aspettative dell’Italia intera, che attende che venga fatta piena luce sui fatti accaduti, che vengano chiarite le responsabilità e che vengano proposte le opportune sanzioni per i responsabili”.

Con la loro recente azione legale, i legali di Jacques e Jessica Moretti mirano ad esercitare una pressione ulteriore sulla Procura vallesana in vista dei prossimi interrogatori dei coniugi Moretti.

Jacques Moretti, proprietario del Constellation, è stato nuovamente convocato dagli inquirenti per le ore 8:30 presso gli uffici della Procura del Cantone Vallese, a Sion.

Mercoledì sarà la volta di sua moglie, Jessica Moretti.

I due imprenditori francesi sono oggetto di indagine per omicidio, lesioni e incendio colposi. Gli avvocati Yaël Hayat, Nicola Meier e Patrick Michod, in dichiarazioni rilasciate a diversi organi di stampa, tra cui la Tribune de Geneve, hanno espresso il senso di responsabilità percepito dai coniugi Moretti in qualità di custodi del locale, descritto come un “luogo di luce, un luogo di festa”, sottolineando il loro stato di lutto.  Gli avvocati hanno inoltre precisato che la coppia nega di essere stata a conoscenza di qualsiasi potenziale pericolo e che, per tale motivo, intende “ripristinare verità distorte”.

L’avvocato Patrick Michod ha specificato che le scuse presentate da Jessica Moretti sono da intendersi a nome della coppia, ribadendo che la responsabilità penale non coincide necessariamente con i sentimenti.

In risposta a domande riguardanti la presenza di schiuma nel soffitto, l’avvocato Michod ha affermato che Jacques Moretti non aveva intenzione di installare schiuma altamente infiammabile, bensì schiuma acustica.  Michod ha inoltre sostenuto che il fornitore non avrebbe comunicato la natura infiammabile del materiale al momento dell’acquisto.

Nel frattempo, il quotidiano tedesco Bild ha ricostruito le dinamiche della notte di Capodanno a Crans Montana, basandosi su relazioni delle forze dell’ordine e testimonianze dirette. Secondo quanto riportato dalla Bild, la proprietaria del locale, Jessica Moretti, sarebbe entrata alle ore 22:15.  Poche ore più tardi, all’1:26, avrebbe dato inizio al piccolo corteo con bottiglie di champagne alle quali erano state fissate piccole fiaccole.  Un incidente, in cui una cameriera è salita sulle spalle di un collega, avrebbe provocato l’innesco del fuoco che ha lambito il soffitto della sala, ricoperto da materiale estremamente infiammabile.

L’Ambasciatore Cornado ha espresso la sua convinzione in merito alle presunte pressioni esercitate dall’Italia sulla magistratura svizzera, definendole una “linea difensiva” adottata probabilmente per delegittimare la Procura e, potenzialmente, per suggerire l’esistenza di un’ingerenza straniera, al fine di favorire la posizione dei due indagati.  Il diplomatico italiano ha ribadito che il suo dovere istituzionale consiste nel trasmettere i messaggi delle istituzioni italiane alla Procura, operazione che ha compiuto, precisando, tuttavia, che non vi è stata alcuna pressione e che non ha intrapreso alcuna azione di interferenza nel merito delle indagini, in quanto ciò avrebbe costituito un’evidente violazione dell’autonomia della magistratura, che egli non avrebbe mai potuto commettere.  L’Ambasciatore ha quindi escluso qualsiasi ingerenza, affermando, al contempo, che l’intero Paese, con tutte le sue istituzioni, dal Presidente della Repubblica al Governo, al Parlamento, attende con ansia che venga fatta piena luce sui fatti accaduti, che vengano chiarite le responsabilità e che vengano proposte le opportune sanzioni per i responsabili.



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