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Scandalo al liceo per Ilaria Salis: lezione di propaganda davanti a centinaia di studenti



Accolta con entusiasmo da numerosi studenti e al centro di un incontro durato quasi un’ora, Ilaria Salis ha partecipato ieri mattina a un appuntamento organizzato presso il liceo scientifico Leonardo Da Vinci di Milano. L’iniziativa, promossa dal collettivo studentesco dell’istituto di via Respighi, era dedicata al tema delle carceri e delle politiche penali, con particolare attenzione al problema del sovraffollamento e alle possibili alternative alla detenzione.



L’arrivo dell’europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra era stato annunciato nei giorni precedenti tra gli studenti attraverso la diffusione di un pamphlet condiviso via chat. Nel documento si parlava di un incontro intitolato «Le carceri con Ilaria Salis», presentato come un’occasione di confronto sulle condizioni del sistema penitenziario e sulle politiche giudiziarie rivolte ai giovani.

Durante l’incontro, che si è svolto nel cortile dell’istituto alla presenza di alcune centinaia di ragazzi, l’eurodeputata ha ripercorso la propria vicenda personale legata all’arresto avvenuto a Budapest nel febbraio 2023. Ilaria Salis ha sostenuto di essere stata fermata dalla polizia mentre si trovava semplicemente a camminare per strada. «Stavo camminando tranquillamente quando la polizia mi ha fermato», ha raccontato agli studenti. Nel suo intervento ha aggiunto: «mentre ero ammanettata mi hanno messo un bastone telescopico nel marsupio», ricostruzione con la quale ha ribadito la propria innocenza rispetto alle accuse mosse dalle autorità ungheresi.

La vicenda giudiziaria riguarda l’ipotesi di aggressione nei confronti di tre militanti neonazisti durante una manifestazione nella capitale ungherese. Nel corso dell’incontro l’europarlamentare ha definito quanto accaduto un «processo farsa politicizzato», sottolineando più volte la propria posizione critica nei confronti del procedimento avviato nei suoi confronti.

Una parte significativa dell’intervento è stata dedicata al racconto delle condizioni delle carceri ungheresi. Ilaria Salis ha descritto un contesto caratterizzato da strutture degradate, denunciando celle con scarsa illuminazione e ventilazione e parlando anche di episodi legati alla qualità del cibo e alla gestione delle detenute. Secondo il suo racconto, alcune situazioni sarebbero state particolarmente difficili anche per donne incinte detenute negli istituti penitenziari.

Nel prosieguo dell’incontro, il discorso si è spostato su temi più generali legati alla politica italiana. L’eurodeputata ha commentato anche il recente referendum, esprimendo soddisfazione per l’esito della consultazione popolare. «se no l’Italia diventava come l’Ungheria», ha dichiarato nel suo intervento. Tra gli argomenti affrontati è emerso anche il tema dei reati legati a condizioni economiche difficili e delle possibili alternative alla detenzione, che secondo Ilaria Salis potrebbero essere affrontate attraverso strumenti riconducibili alla “giustizia sociale”.

Non tutti, tuttavia, hanno accolto positivamente l’iniziativa. Un docente dell’istituto, che ha assistito all’incontro e ha preferito rimanere anonimo, ha espresso perplessità sull’impostazione dell’evento. Secondo l’insegnante, l’intervento si sarebbe svolto senza un vero contraddittorio e avrebbe proposto agli studenti una lettura dei temi penitenziari e giudiziari ritenuta parziale.

Il professore ha spiegato che alcuni passaggi dell’intervento potrebbero risultare difficili da interpretare per un pubblico composto in gran parte da minorenni. In particolare ha fatto riferimento al messaggio secondo cui in Italia si finirebbe in carcere anche per reati minori legati a necessità economiche. A suo giudizio si tratta di una rappresentazione non corretta del sistema giudiziario italiano e potenzialmente fuorviante per studenti molto giovani.

Lo stesso docente ha dichiarato di aver avuto dubbi sin dall’inizio sull’opportunità di invitare una figura politica considerata divisiva all’interno di un liceo scientifico. A suo avviso, non sarebbe chiaro quale valore didattico possa avere la partecipazione di un’esponente politica in un contesto scolastico di questo tipo.

Sull’organizzazione dell’evento è intervenuta anche la dirigente scolastica dell’istituto, Luisa Francesca Mantia, che ha spiegato come la proposta sia nata direttamente dagli studenti. La preside ha parlato di una «scelta fatta dagli studenti e portata in Consiglio di istituto», precisando quindi che l’iniziativa è stata formalmente approvata secondo le procedure interne della scuola.

La presenza dell’europarlamentare ha suscitato reazioni anche in ambito politico. Il deputato di Fratelli d’Italia Riccardo De Corato, esponente milanese del partito, ha espresso dubbi sull’effettiva autonomia delle iniziative studentesche. Secondo il parlamentare, l’esperienza delle occupazioni scolastiche registrate negli ultimi anni in Milano dimostrerebbe che ospiti con una forte connotazione politica difficilmente vengono invitati nelle scuole senza il consenso, esplicito o implicito, del corpo docente.

L’incontro al liceo Leonardo Da Vinci si inserisce così in un contesto più ampio di dibattito sul ruolo delle iniziative politiche all’interno degli istituti scolastici. Da una parte, studenti e organizzatori rivendicano il diritto di promuovere momenti di confronto su temi sociali e istituzionali; dall’altra, una parte del mondo politico e scolastico continua a interrogarsi sui limiti e sulle modalità con cui tali appuntamenti dovrebbero svolgersi all’interno delle scuole.



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