L’archivio di Radio Radicale fornisce una testimonianza significativa che contraddice la posizione di Elly Schlein in merito al referendum sulla Giustizia. Questa intervista ad Agostino Viviani, giurista, senatore socialista e nonno di Elly Schlein, deceduto nel 2009, offre un punto di vista autorevole che potrebbe essere utile a coloro che sostengono che la posizione attuale del Partito Democratico rappresenti una minaccia alla Costituzione.
L’intervista a Radio Radicale
Il senatore Viviani fu un convinto sostenitore della separazione delle carriere tra magistratura inquirente e giudicante, ritenendola un passo fondamentale per garantire l’imparzialità del giudice. Questa posizione rappresenta una netta contrapposizione con la linea attuale del Partito Democratico guidato dalla nipote, poiché Viviani proponeva una riforma garantista volta a superare l’unificazione delle funzioni di origine fascista.
Un chiaro sostegno alla separazione delle carriere
Come riportato per primo dal quotidiano il Dubbio, il 19 settembre 1996, Lorena D’Urso di Radio Radicale intervistò l’allora Consigliere del Consiglio Superiore della Magistratura. Viviani dichiarò: «Non è assolutamente possibile mantenere unite le due carriere. Consideri il potere che i pubblici ministeri hanno acquisito – in parte legittimamente, in parte illegittimamente – durante l’intera fase delle indagini preliminari, che si definiscono tali ma sono in realtà vere e proprie istruttorie, ben più gravose di quelle previste dal codice Rocco. La mentalità dell’inquirente, che, insieme alle forze dell’ordine, ricerca e valuta le prove in modo tale che spesso basti il mero sospetto – poiché, di fronte ai giornalisti, si è già di fatto condannati – mi induce a interrogarmi sulla possibilità che un magistrato che assume sempre più questa mentalità possa poi svolgere la funzione di giudice».
Forza Italia ha sfruttato questa questione pubblicando sui social media una card con la scritta: «Elly, ascolta tuo nonno!». Il post prosegue con l’invito: «Forse Elly Schlein dovrebbe prestare maggiore attenzione alle posizioni sostenute da suo nonno».
Il contributo del senatore Viviani al libro di Elly Schlein è stato minimizzato.
Nel suo libro autobiografico “L’imprevista”, co-scritto con Susanna Turco, Elly Schlein offre una sintesi della vita di suo nonno, Agostino Viviani. Lo descrive come un antifascista, membro di Giustizia e Libertà, che sfuggì per un soffio all’ordine di cattura emesso dal Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato. Negli anni Settanta, Viviani fu deputato del Partito Socialista Italiano (PSI) e successivamente radicale.
Tuttavia, la sintesi di Elly e Turco presenta alcune lacune. Sebbene il nonno materno della Schlein sia stato membro della Consulta Nazionale dal 1945 al 1946, la sua carriera politica più significativa fu quella di senatore del PSI, sotto la guida di De Martino e Craxi, per sette anni, durante due legislature cruciali della Democrazia Repubblicana, dal 1972 al 1979.
Durante il suo mandato, Viviani ricoprì la carica di Presidente della Commissione Giustizia al momento del rapimento di Aldo Moro. Negli anni Settanta e Ottanta, si distinse per la sua attività difensiva in numerosi processi a carico di attivisti di sinistra, alcuni dei quali affiliati a gruppi che praticavano la lotta armata, quali le Brigate Rosse, i Proletari Armati per il Comunismo, Prima Linea e i Comunisti Organizzati per la Liberazione Proletaria. Viviani fu inoltre indicato da Forza Italia, all’epoca del primo governo Berlusconi, come consigliere laico del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), di cui fece parte dal 1994 al 1998.
È interessante notare che Fedele Confalonieri, in un’intervista al Corriere della Sera, dichiarò: “Elly mi è simpatica perché il nonno della Schlein era amico di Silvio”. Tali affermazioni, tuttavia, non sono presenti nel profilo presentato del nonno di Elly Schlein.



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