La compagna Scuderi, euro deputata di AVS, asfaltata in diretta dopo questa contestazione sul nuovo decreto sicurezza: “Perchè non dotate gli agenti di bodycam?” (VIDEO)
#Scuderi AVS asfaltata in diretta
— TELADOIOLANIUS (@TELADOIOLANIUS) February 24, 2026
Scuderi: "Perchè non dotate gli agenti di bodycam?"#Molinari : "Le bodycam sono previste nel #decretosicurezza che voi osteggiate"
Scuderi : "Lo #scudopenale .. bla bla bla"
Segretario #Siulp : "Nel decreto non c'è nessuno scudo penale"#4disera pic.twitter.com/2QGqiSyyxB
A Bruxelles, i leader dell’Alleanza Verdi e Sinistra (Avs), Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, hanno sollecitato l’Unione Europea a monitorare con attenzione la tutela dei diritti umani in Italia. Durante un intervento all’Europarlamento, hanno espresso preoccupazione riguardo al disegno di legge Sicurezza 1236, noto anche come Ddl Sicurezza, sostenendo che esso rappresenti una minaccia al diritto democratico al dissenso pacifico e che possa avvicinare l’Italia a modelli autoritari, quali quello dell’Ungheria di Viktor Orbán.
Il co-portavoce di Europa Verde, Angelo Bonelli, ha criticato duramente la “deriva autoritaria” che il Ddl Sicurezza, attualmente in discussione al Senato italiano dopo l’approvazione definitiva della Camera lo scorso settembre, starebbe imprimendo al Paese. Bonelli ha denunciato la “ferocia ideologica” di una destra che, in nome di una presunta sicurezza, starebbe comprimendo e mettendo in discussione i diritti civili e umani.
Durante una conferenza stampa tenutasi questa mattina (4 febbraio) presso il Parlamento europeo di Bruxelles, Avs ha espresso il proprio sostegno alla richiesta formulata dalla rete nazionale No Ddl Sicurezza di designare l’Italia come “osservata speciale” all’interno dell’Unione Europea. A seguito dell’insediamento del governo di Giorgia Meloni, sono stati previsti 417 anni di carcere aggiuntivi nel Codice penale italiano, a seguito dell’introduzione di 48 nuovi reati, come dichiarato. Questa tendenza preoccupante richiede l’attenzione dell’Europa e una risposta determinata da parte delle democrazie per porre al centro la tutela dei diritti civili e dei diritti umani.
L’eurodeputata Benedetta Scuderi, compagna di partito di Bonelli (Greens/Efa all’Europarlamento), ha condiviso questa posizione, affermando: “In Europa abbiamo già assistito alle conseguenze della mancata osservanza dei diritti di dissenso e di protesta in uno Stato membro, come nel caso dell’Ungheria”. Ha fatto riferimento all’erosione delle tutele democratiche e dello Stato di diritto nella nazione mitteleuropea, governata da 15 anni dal primo ministro ultranazionalista e filorusso Viktor Orbán. L’Italia, ha avvertito, “rischia di incorrere in simili problematiche a causa di un provvedimento liberticida e autoritario”. Pertanto, ha sostenuto, è compito di Bruxelles “continuare a tutelare la democrazia, la protesta, le libertà e i diritti fondamentali”.
Il segretario di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni, ha affermato che “il Ddl Sicurezza opera inizialmente sul piano semantico, escludendo il conflitto e criminalizzando ogni forma di dissenso, per poi proporre, attraverso atti concreti, l’obiettivo di escludere ogni possibile protagonismo della società civile”. Una posizione condivisa dall’eurodeputato Mimmo Lucano (anche lui eletto con Avs e membro del gruppo The Left a Strasburgo), il quale ha sostenuto che il provvedimento in questione “colpisce coloro che intendono manifestare contro un mondo ingiusto”.
L’ex sindaco di Riace ha sottolineato come il Ddl 1236 rappresenti un ulteriore passo avanti rispetto ai noti decreti Sicurezza promulgati tra il 2018 e il 2019 dal governo giallo-verde, sotto la guida dell’allora Ministro dell’Interno Matteo Salvini. Mentre tali decreti miravano specificamente a smantellare il sistema di accoglienza dei richiedenti asilo e a penalizzare l’operato di coloro che fornivano loro supporto, il disegno di legge attualmente in esame al Senato si prefigge di criminalizzare ogni forma di dissenso.
Non sono solo i partiti di opposizione al governo Meloni ad aver evidenziato le significative criticità presenti nei 38 articoli del provvedimento. Dopo la critica formulata dall’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), che già lo scorso maggio aveva espresso preoccupazione in merito al potenziale del Ddl 1236 di minare i principi fondamentali della giustizia penale e dello Stato di diritto, a dicembre è giunto anche l’avvertimento del Consiglio d’Europa, l’organizzazione continentale per la tutela dei diritti umani.
In una lettera indirizzata ai senatori della Repubblica, invitandoli a non approvare il disegno di legge, il Commissario per i diritti umani Michael O’Flaherty ha ricordato che i diritti alla libertà di espressione e all’assemblea pacifica, sanciti nella Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU), costituiscono un pilastro fondamentale della società democratica. L’adozione del Ddl Sicurezza, secondo O’Flaherty, introdurrebbe reati definiti in termini vaghi, creando spazio per l’applicazione arbitraria e sproporzionata di pene e restrizioni, giudicate incompatibili con gli standard democratici che gli Stati europei sono tenuti a rispettare.
L’associazione Antigone ha qualificato il provvedimento in esame come “il più significativo attacco alla libertà di protesta nella storia repubblicana”. In rappresentanza di Amnesty International, Ilaria Masinara ha ribadito l’urgenza di contrastare la diffusione di un “modello europeo di repressione della protesta”, che stigmatizza come terroristi e criminali le manifestazioni pacifiche di dissenso e di disobbedienza civile. La Masinara ha inoltre sottolineato come i governi facciano ricorso a tale modello con il pretesto della tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza.
Per Fratoianni, l’Eurocamera dovrebbe affrontare anche un altro tema di rilevanza nazionale: il caso della scarcerazione del comandante della polizia libica Njeem Osama Almasri, su cui si è aperto un acceso confronto non solo tra maggioranza e opposizioni, ma anche tra governo e magistratura. “Auspicheremmo che questa discussione si estendesse oltre i confini nazionali, affinché vi sia un’attenzione adeguata”, ha dichiarato, in quanto si tratta di “una questione europea”. Bonelli ha inoltre affermato che tale vicenda “minaccia il diritto internazionale e la dignità umana”.



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