Una scossa di terremoto di magnitudo 5.5 ha colpito oggi la Grecia ed è stata percepita nettamente anche in Italia, soprattutto in Puglia, dove diverse persone hanno riferito di essersi svegliate poco prima dell’alba di domenica 8 marzo. Il movimento tellurico, avvertito in più aree del tacco d’Italia, è stato registrato alle 04:32 (ora italiana) dai sismografi dell’Istituto nazionale di Geofisica e vulcanologia (Ingv). Secondo i rilevamenti, l’epicentro è stato localizzato nella Grecia settentrionale, con ipocentro a meno di 10 chilometri di profondità.
La stessa scossa è stata confermata anche dall’Istituto di Geodinamica di Atene, l’ente greco equivalente all’Ingv. In base alle informazioni diffuse in Grecia, l’evento principale si è verificato alle 5:32 ora locale, con epicentro a est di Leptokarya e a circa 20 chilometri dalla città di Giannina. La scossa ha interessato un’ampia porzione del territorio, risultando chiaramente avvertita dalla popolazione: segnalazioni sono arrivate da varie località dell’Epiro, della Tessaglia e dalle isole Ionie.
Al momento non risultano feriti, ma dalle autorità locali arrivano indicazioni di criticità legate a danni e dissesti. In particolare, vengono segnalati alcuni crolli e frane, oltre a problemi temporanei alla rete elettrica. Il sindaco di Giannina ha descritto le reazioni nella notte e le conseguenze immediate dell’evento, dichiarando: “La gente è uscita spaventata, come accade con i terremoti di magnitudo superiore a 5 sulla scala Richter, c’è stata anche un’interruzione di corrente”. Il governatore regionale dell’Epiro ha inoltre riferito di una frana lungo un collegamento stradale rilevante per la zona: si sarebbe verificato un movimento franoso sulla strada tra Ioannina e Igoumenitsa. Sono state riportate anche segnalazioni di danni a edifici datati, tra cui vecchie abitazioni e chiese antiche, strutture che spesso risultano più vulnerabili a scosse di una certa intensità.
La percezione del terremoto non si è fermata ai confini della Grecia. In Italia, molte delle segnalazioni si sono concentrate in Puglia: diversi residenti hanno raccontato di essersi svegliati di soprassalto, soprattutto nelle ore immediatamente successive alla scossa principale. Messaggi e testimonianze sono arrivati dal Salento e da Brindisi, ma anche dalla provincia di Bari e da Foggia, a conferma di un’area di percezione ampia lungo il versante adriatico. Dall’Ingv è arrivata una conferma sul fatto che, pur a notevole distanza, l’evento sia stato avvertito nel Sud del Paese: “Nonostante la grande distanza dalle coste italiane (circa 180 km), il terremoto è stato avvertito in alcune aree del sud Italia, in particolar modo in Puglia”.
Dopo la prima scossa, la sequenza sismica è proseguita con repliche registrate a breve distanza di tempo. In particolare, è stata rilevata una seconda scossa, con lo stesso epicentro, di magnitudo 4.7: secondo i dati riportati, è avvenuta alle 5:36 ora locale e a una profondità di 13 chilometri. Altre repliche hanno interessato la stessa area fino alla mattinata di domenica; tra quelle segnalate, la più forte al momento è stata indicata di magnitudo 3.4. La presenza di repliche, in contesti sismici di questo tipo, viene in genere monitorata con attenzione dagli istituti competenti, anche per la possibilità di ulteriori assestamenti in zone dove si sono già verificati crolli o frane.



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