Stai lavando il viso o ti stai guardando allo specchio quando lo noti: un piccolo pelo ispido che spunta dal mento. Per alcune donne, è un fastidio minore—rapidamente strappato e dimenticato. Per altre, diventa una frustrazione ricorrente o persino una fonte di vergogna silenziosa.
Quello che rende questo minuscolo filo emotivamente carico non è il pelo in sé, ma ciò che rappresenta. Nelle culture che equiparano la femminilità a una pelle liscia e priva di peli, scoprire un pelo in un posto inaspettato può sembrare un’intrusione sull’identità. Uno studio del 2006 ha rilevato che le donne con peli facciali indesiderati riportavano maggiore ansia e depressione, dedicando in media 104 minuti a settimana per rimuoverli o nasconderli.
I peli sul mento nelle donne non sono rari. Possono essere una parte normale dell’invecchiamento, un riflesso di cambiamenti ormonali o un segnale di alterazioni fisiologiche più ampie. La genetica, le condizioni di salute, i farmaci e gli stili di vita influenzano la crescita dei peli. Per alcune è puramente cosmetico, per altre un segnale da ascoltare.
A livello biologico, i peli sul mento si sviluppano quando i fini peli vellus (“peluria”) si trasformano in peli terminali più spessi e scuri. Questo cambiamento è guidato dagli androgeni, un gruppo di ormoni che include il testosterone. Le donne producono naturalmente androgeni, ma fluttuazioni durante pubertà, gravidanza e menopausa possono aumentarne gli effetti sui follicoli piliferi.
Quando i livelli di androgeni aumentano oltre i range tipici, le donne possono sviluppare irsutismo—crescita eccessiva di peli ispidi in aree associate a pattern maschili, inclusi mento, labbro superiore, petto o schiena. Una delle cause più comuni è la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), che colpisce circa il 5-15% delle donne in età riproduttiva. La PCOS è associata anche a cicli mestruali irregolari, acne, resistenza all’insulina e rischio aumentato di diabete di tipo 2.
Altre condizioni endocrine, come la sindrome di Cushing o l’iperplasia surrenalica congenita, possono influenzare la crescita dei peli, spesso con altri sintomi sistemici. La genetica modella come questi influssi ormonali si manifestano, con donne di discendenza mediterranea, mediorientale e sud-est asiatica più propense a peli facciali.
Gli ormoni non agiscono isolati. Fluttuazioni di peso possono alterare l’equilibrio tra estrogeni e androgeni, specialmente con guadagni o perdite rapide. La resistenza all’insulina, anche senza PCOS, può aumentare l’attività androgena e contribuire alla crescita di peli facciali. Farmaci come steroidi anabolici stimolano direttamente la crescita; alcuni chemioterapici o antiepilettici possono causare ipertricosi.
Molte donne notano i primi peli sul mento durante la menopausa. Con il calo degli estrogeni, l’influenza relativa degli androgeni aumenta. Questo sposta la crescita di peli terminali sul viso, mentre i capelli sul cuoio capelluto si assottigliano.
Per peli occasionali, lo straponzo funziona bene, ma diventa tedioso con ricrescite frequenti. Radere o dermaplaning non fa ricrescere i peli più spessi, anche se le estremità smussate possono sembrare più ruvide. Cerette, threading e sugaring durano di più, ma possono irritare la pelle sensibile.
Opzioni mediche includono creme come l’eflornitina, che rallenta la crescita, e anti-androgeni come lo spironolattone. Laser ed elettrolisi offrono soluzioni a lungo termine, ma richiedono tempo e investimento.
I peli sul mento non sono solo un problema cosmetico. Possono essere un segnale per indagare salute ormonale o metabolica. Consultare un medico aiuta a distinguere tra benigno e pattern più ampi. Ciò che conta è la scelta: rimuoverli o lasciarli, ridefinendo la bellezza sui propri termini.



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