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Stefano De Martino rompe il silenzio sulla morte del padre Enrico, esprimendo il suo dolore attraverso un messaggio sui social e partecipando ai funerali



Stefano Marangone, un ex calciatore dilettante nato nel 1966, ha combattuto con determinazione contro la sclerosi laterale amiotrofica (Sla) per ben 25 anni. La sua vita è stata un esempio di coraggio e attaccamento alla vita, esprimendo il suo amore per essa attraverso un comunicatore a tracciamento oculare, l’unico mezzo che gli permetteva di interagire con il mondo esterno. Il suo cuore ha smesso di battere definitivamente la mattina di domenica 25 gennaio, lasciando un vuoto incolmabile nella vita di chi lo conosceva.



La diagnosi della malattia è arrivata mentre Marangone giocava per il Lavarianmortean, e quella stagione sarebbe stata l’ultima della sua carriera calcistica, che si era protratta per 25 anni tra giovanili e prime squadre. Inizialmente, attribuì i sintomi a un periodo di stress, notando una strana debolezza alla gamba destra, che non rispondeva più ai suoi comandi. Inoltre, avvertiva difficoltà nel parlare, pensando inizialmente che il problema fosse di natura dentale. Tuttavia, il dentista si rese conto che la causa del fastidio era di origine neurologica.

Dopo una settimana di ricovero in Day hospital presso il Santa Maria della Misericordia e a seguito dell’elettromiografia, la verità emerse: la sua vita stava per cambiare radicalmente. Era aprile del 2002 e il calvario di Stefano era appena iniziato. Nonostante le difficoltà, riuscì a mantenere il suo lavoro in un’azienda metalmeccanica di Rivignano fino a settembre dello stesso anno. Tuttavia, in pochi mesi, la malattia progredì rapidamente, portando alla paralisi degli arti inferiori e superiori e all’impossibilità di parlare.

Durante questo difficile percorso, Stefano è stato supportato dalla moglie Paola, maestra elementare, che è rimasta sempre al suo fianco. La coppia ha cercato di mantenere un ambiente familiare e rassicurante, e Stefano ha avviato una raccolta fondi online per garantire assistenza medica nella propria casa, evitando così di dover trasferirsi in una struttura sanitaria.

Il suo amore per la vita e la sua resilienza sono state raccontate nel libro “Il mondo scritto con gli occhi”, che raccoglie le centinaia di email inviate alla cugina Claudia Fraulin nel corso degli ultimi 15 anni. La prefazione del libro è stata scritta da Javier Zanetti, ex capitano e attuale vicepresidente dell’Inter, squadra per la quale Stefano era un grande tifoso. Questo volume rappresenta non solo un tributo alla sua vita, ma anche un messaggio di speranza e determinazione per tutti coloro che affrontano sfide simili.

La scomparsa di Stefano Marangone ha suscitato una forte emozione tra coloro che lo conoscevano e tra i membri della comunità calcistica. La sua storia è un richiamo alla resilienza e alla forza umana, dimostrando che anche di fronte a una malattia devastante, è possibile trovare modi per esprimere la propria essenza e il proprio amore per la vita.

Negli anni trascorsi con la Sla, Stefano ha continuato a lottare e a comunicare, mostrando un’incredibile forza interiore. La sua vita è stata un esempio di come l’amore e la determinazione possano prevalere anche nelle circostanze più difficili. La sua eredità vivrà nei cuori di coloro che lo hanno conosciuto e amato, ispirando altri a combattere con coraggio e dignità.



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