La procura di Torino ha emesso misure cautelari nei confronti di 18 persone, tra cui undici uomini e sette donne, accusate di danneggiamento, violenza privata aggravata, resistenza aggravata e lesioni a pubblico ufficiale. Le misure comprendono cinque arresti domiciliari, dodici obblighi di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria e un divieto di dimora nel comune di Torino.
Le accuse si riferiscono principalmente a eventi legati alla manifestazione di sostegno alla Global Sumud Flotilla, tenutasi il 24 settembre scorso. Durante questa manifestazione, circa 1500 persone si sono radunate in Piazza Castello e hanno sfilato per le vie del centro, raggiungendo la stazione ferroviaria di Porta Susa. Qui, circa 700 manifestanti hanno forzato uno degli accessi e occupato i binari per oltre un’ora, causando un blocco della circolazione ferroviaria.
Ulteriori episodi contestati includono un’azione del 2 ottobre, quando circa 30 attivisti, arrivati in bicicletta all’aeroporto Sandro Pertini di Caselle, hanno tagliato la recinzione perimetrale, accedendo all’area aeroportuale e causando la sospensione dei voli per circa 30 minuti. Nella stessa giornata, si è tenuto un corteo che ha visto la partecipazione di circa 10.000 persone, che hanno percorso il centro cittadino fino alle O.G.R. (Officine Grandi Riparazioni), dove il giorno seguente era prevista la presenza del fondatore di Amazon, Jeff Bezos, e della presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. Durante questo corteo, i manifestanti hanno scavalcato i cancelli perimetrali, consentendo a decine di loro di entrare nella struttura.
All’interno delle O.G.R., gli attivisti hanno danneggiato arredi, monitor e vetrate, e hanno colpito quattro autovetture di Stellantis. In seguito all’intervento del personale del Reparto Mobile, due operatori sono stati feriti, riportando lesioni con prognosi di dieci giorni a causa del lancio di un’anguria da un corridoio sovrastante.
Il giorno successivo, il 3 ottobre, durante una mobilitazione contro l’Italian Tech Week, circa 1300 attivisti hanno cercato di accedere nuovamente alle O.G.R., lanciando pietre e oggetti contro le forze dell’ordine. La polizia ha respinto i manifestanti, che si sono poi spostati all’esterno della sede dell’azienda Leonardo in Corso Francia, dove hanno lanciato bottiglie e pietre, ferendo sei operatori del Reparto Mobile con prognosi fino a 30 giorni. Inoltre, le autovetture dei dipendenti sono state danneggiate nel parcheggio aziendale.
Un altro episodio significativo è avvenuto il 14 novembre, quando i manifestanti hanno tentato di irrompere nella Città Metropolitana di Torino durante il “No Meloni Day”. In quell’occasione, nove operatori del Reparto Mobile sono stati feriti con prognosi di sette giorni. I manifestanti hanno cercato di accedere alla sede istituzionale aggredendo gli agenti con calci, aste di bandiera e lanciando oggetti, tra cui sellini di bicicletta e un estintore, utilizzato contro il personale di polizia. A seguito di questi eventi, uno dei manifestanti è stato arrestato in flagranza differita.
L’ultimo episodio contestato riguarda l’irruzione nella sede del quotidiano La Stampa, avvenuta il 28 novembre durante un corteo per lo sciopero generale. In questa occasione, circa 80 manifestanti hanno scavalcato i cancelli esterni e sono entrati nello stabile, danneggiando porte, una telecamera di videosorveglianza e lasciando scritte sui muri.
Le indagini condotte dalla Digos di Torino hanno portato alla denuncia di numerosi militanti presunti autori dei fatti, con l’esecuzione di 21 perquisizioni domiciliari. Durante l’operazione, sono state effettuate anche tre perquisizioni informatiche con il supporto del personale del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica.



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