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Trump all’Onu parla dell’Iran: “Accordo dopo le elezioni di Midterm o li trascino all’inferno”



Donald Trump ha parlato all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, rivendicando la forza degli Stati Uniti: “L’America è tornata, non siamo mai stati così forti”. Ha poi attaccato Iran e Cuba, minacciando Teheran e accusando il regime di aver violato la tregua: “Intesa o li spedisco all’inferno? Credo che faremo un accordo dopo le elezioni di midterm”. Dopo le sue dichiarazioni, la delegazione cubana ha lasciato l’aula.



“L’America è tornata. Non siamo mai stati così forti e il nostro futuro è luminoso”, ha esordito Trump nel suo intervento a New York, sottolineando i risultati ottenuti dalla sua amministrazione in campo economico, militare e della sicurezza.

“Nel 250esimo anniversario dalla Dichiarazione d’Indipendenza, sono orgoglioso di annunciarvi che gli Stati Uniti sono tornati. Non siamo mai stati così forti, e il nostro futuro è luminoso”, ha affermato, sostenendo che “due anni fa il nostro Paese era morto” e oggi gli Stati Uniti sono “il più alla moda al mondo”.

Trump ha elencato i principali successi della sua amministrazione, dall’economia agli investimenti, dall’occupazione alla sicurezza dei confini e al rafforzamento delle forze armate. “La nostra economia è l’invidia del mondo. Le nostre forze armate sono le più potenti della Terra. La nostra tecnologia è all’avanguardia e siamo leader in praticamente ogni campo”, ha dichiarato.

“Abbiamo ereditato problemi risalenti a decenni fa, abbiamo agito con decisione e risolto questioni che ci hanno afflitto per lungo tempo”, ha continuato Trump. “Mentre altri parlavano, io ho agito. Mentre altri parlavano di pace, io l’ho realizzata. Mentre altri ignoravano le minacce, io le ho affrontate”.

Riguardo a Washington, Trump ha sostenuto che la criminalità è diminuita dell’87% dal suo insediamento. “Quando sono arrivato a Washington D.C. il 20 gennaio dello scorso anno, la città era infestata dalla criminalità, ora è diminuita dell’87%, e puntiamo al 100%”. Ha aggiunto che il turismo nella capitale è in crescita, con “i ristoranti pieni” e una popolazione “orgogliosa come mai prima d’ora”.

Trump ha anche rivendicato di aver contribuito a far cessare la guerra a Gaza, collegando il risultato al ritorno degli ostaggi. “Stiamo risolvendo decenni di questioni in sospeso”, ha affermato, citando la fine del conflitto con il ritorno degli ostaggi.

Il presidente ha poi spostato l’attenzione sulla minaccia dell’Iran, affermando che Teheran ha continuato a sviluppare un vasto arsenale missilistico. “Hanno costruito un missile in grado di colpire direttamente l’Europa, spero che l’Unione Europea ne sia consapevole”, ha detto.

Trump ha dedicato ampio spazio all’Iran, affermando: “Per 51 anni, il regime fanatico iraniano ha governato attraverso spargimenti di sangue e massacri, seminando morte e caos in tutto il Medio Oriente; agivano da bulli, ma non lo sono più”. Ha ribadito di non voler permettere a Teheran di dotarsi di armi nucleari. “Appena insediatomi l’anno scorso, ho avviato negoziati con l’Iran, offrendo cooperazione economica in cambio della cessazione del programma nucleare e del sostegno al terrorismo, ma hanno rifiutato”.

Trump ha rivendicato l’operazione “Midnight Hammer”: “Le forze armate statunitensi hanno annientato il loro programma nucleare, seppellendolo sotto montagne di macerie”. Ha rivolto un appello a Teheran: “Esorto l’Iran a raggiungere un accordo”.

Ha prospettato due alternative per Teheran: un accordo con Washington oppure un nuovo ricorso alla forza. “Sono di fronte a una decisione: fare un’intesa con Teheran e permettere loro di ricostruire il paese o annichilirli una volta per tutte”, ha affermato, convinto che l’Iran raggiungerà un accordo dopo le elezioni di midterm.

Trump ha richiamato gli attacchi dell’11 settembre e quelli del 7 ottobre in Israele per descrivere la minaccia iraniana. “Abbiamo appena commemorato il 25esimo anniversario dell’11 settembre, che ha causato la morte di 3.000 persone”, ha detto. “Tra due settimane ricorderemo il terzo anniversario dell’attacco del 7 ottobre in Israele”, durante il quale “terroristi finanziati dall’Iran hanno torturato e ucciso 1.200 civili innocenti”.

Ha accusato il regime iraniano di aver ucciso oltre 72.000 persone quest’anno durante le proteste, avvertendo che un regime così ignobile non dovrebbe mai avere la possibilità di sferrare attacchi terroristici su larga scala protetto da uno scudo nucleare.

Passando a Cuba, Trump ha attaccato direttamente il governo dell’Avana, affermando: “Cuba è uno Stato fallito e cadrà”. Le sue parole hanno provocato la reazione della delegazione cubana presente in aula, che si è alzata e ha lasciato la postazione in segno di protesta.

Il discorso di Trump arriva all’inizio della settimana di alto livello dell’81esima sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, che riunisce i leader dei 193 Stati membri. Il tema della sessione è “Ripristinare la fiducia, gestire la trasformazione: un’Organizzazione delle Nazioni Unite che offra risultati per tutti”. Domani sono attesi, tra gli altri, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e quello iraniano Masoud Pezeshkian, mentre giovedì parleranno il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente palestinese Mahmoud Abbas.

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