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Una squadra di calcio sparì in una grotta… poi successe l’impossibile



Trovare i ragazzi fu un miracolo.



Salvarli sembrava impossibile.

La grotta di Tham Luang Cave era piena di tunnel stretti e completamente sommersi dall’acqua. Alcuni passaggi erano larghi appena quaranta centimetri.

Il percorso fino all’uscita durava oltre sei ore di immersione.

I ragazzi non avevano mai fatto immersioni.

Molti esperti dissero che tentare il salvataggio sarebbe stato troppo rischioso.

Ma lasciarli lì non era un’opzione.

Così fu creato un piano mai tentato prima.

Ogni ragazzo sarebbe stato accompagnato da due sommozzatori esperti. Avrebbero indossato una maschera subacquea e sarebbero stati guidati attraverso i tunnel sommersi.

Durante le operazioni accadde anche una tragedia.

Un ex sommozzatore della marina thailandese, Saman Kunan, perse la vita mentre portava bombole d’ossigeno all’interno della grotta.

Il mondo intero seguiva la missione con il fiato sospeso.

L’operazione iniziò l’8 luglio.

Uno alla volta.

I primi ragazzi uscirono dopo ore di immersione guidati dai sub.

Il giorno dopo altri.

Poi altri ancora.

Dopo tre giorni di operazioni, il 10 luglio 2018, l’ultimo ragazzo e l’allenatore uscirono finalmente dalla grotta.

Tutti vivi.

Quando arrivarono in ospedale i medici scoprirono qualcosa di sorprendente.

Durante quei nove giorni nel buio, l’allenatore aveva insegnato ai ragazzi tecniche di meditazione per restare calmi e risparmiare energia.

Avevano diviso il poco cibo rimasto.

Si erano incoraggiati a vicenda.

Nessuno aveva perso la speranza.

E quella grotta, che per giorni era sembrata una prigione senza uscita…

diventò il luogo di uno dei salvataggi più incredibili della storia.

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