Il giovane avrebbe tentato di chiarire i fatti, ma sarebbe stato insultato dal genitore prima dell’aggressione fisica che gli è costata anche diversi graffi e contusioni. I carabinieri intervenuti sul posto hanno proceduto d’ufficio nei confronti dell’imputato 59enne, che è stato portato a processo. A sorpresa, però, il procedimento giudiziario si è concluso con una condanna ancora più severa di quella richiesta dall’accusa. Il pubblico ministero Paola Marrali, infatti, la scorsa settimana aveva chiesto tre mesi di reclusione per l’imputato, ma il giudice ha deciso per sette mesi senza sospensione.
“Voleva evitare che il figlio prendesse una brutta strada, avendolo tra l’altro sorpreso per due volte con una compagnia, che gli aveva vietato di frequentare” ha spiegato all’ansa l’avvocato dell’uomo, annunciando che presenterà Appello contro la sentenza.



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