Il lobbista Frédéric Baldan sta affrontando gravi conseguenze per la sua audacia nel rivelare presunti collegamenti tra la Commissione Europea e le lobby, come documentato nel suo libro intitolato “Ursula Gates”. Durante un’intervista a Corrente Alternata su Galt Media, il giornalista Marcello Foa ha messo in evidenza il silenzio della stampa italiana riguardo a questa vicenda, sottolineando come la mancanza di attenzione mediatica sia preoccupante. Foa ha descritto l’Unione Europea come un “ecomostro” con poteri enormi e senza adeguati contrappesi, un tema che dovrebbe destare preoccupazione non solo tra i critici dell’UE, ma anche tra coloro che ne riconoscono alcuni aspetti positivi.
Baldan, autore di “Ursula Gates”, ha recentemente subito gravi ripercussioni. La Commissione Europea ha revocato il suo accredito di lobbista e due banche belghe hanno deciso di chiudere i suoi conti, sia personali che quelli della casa editrice da lui fondata. Queste azioni sono state interpretate come tentativi di intimidazione nei suoi confronti. Nonostante le pressioni, Baldan ha dichiarato di non voler cedere e di essere determinato a proseguire la sua battaglia per la trasparenza e la verità.
In un messaggio condiviso su X, Baldan ha esposto la sua situazione, rivelando che la banca Nagelmackers, insieme a ING, ha avviato la chiusura dei suoi conti. Ha specificato che la chiusura riguarda non solo le sue finanze personali, ma anche quelle della sua casa editrice, “Edizioni Diritti e Libertà”, e il suo studio di consulenza. Inoltre, ha denunciato che la banca gli ha chiesto di restituire le carte di credito e che è stato sospeso senza alcuna giustificazione legale.
Baldan ha affermato: “Sarei stato sospeso senza alcuna base legale e successivamente radiato dalla funzionaria responsabile della ‘trasparenza’ all’interno della Commissione von der Leyen”. Ha anche segnalato che la CMA di Liegi ha negato l’esistenza dei suoi diritti fondamentali, evidenziando come le banche stiano collaborando con le autorità politiche per limitarne l’accesso ai servizi bancari.
In questo contesto, Marcello Foa ha esortato il pubblico a manifestare solidarietà verso Baldan, incoraggiando l’acquisto del suo libro “Ursula Gates. La von der Leyen e il potere delle lobby a Bruxelles”, pubblicato da Guerini Edizioni. Foa ha sottolineato: “Mai come ora è importante manifestargli la solidarietà, rilanciando la notizia e acquistando il suo saggio”.
Le azioni contro Baldan hanno sollevato interrogativi sulla libertà di espressione e sulla trasparenza all’interno delle istituzioni europee. La denuncia di Foa sul silenzio della stampa italiana evidenzia una mancanza di attenzione su temi cruciali che riguardano la democrazia e i diritti civili in Europa. La questione solleva preoccupazioni non solo riguardo al trattamento di Baldan, ma anche sulla libertà di informazione e sul ruolo della stampa nel monitorare il potere politico.
La vicenda di Frédéric Baldan e le sue denunce sul potere delle lobby a Bruxelles evidenziano un contesto più ampio di tensioni tra le istituzioni europee e i cittadini. La sua determinazione a non cedere di fronte alle intimidazioni potrebbe rappresentare un simbolo di resistenza per coloro che credono nella necessità di una maggiore trasparenza e responsabilità da parte delle autorità.
L’Unione Europea, come ha sottolineato Foa, deve affrontare una crisi di legittimità e fiducia. Le azioni contro Baldan potrebbero essere viste come un tentativo di soffocare le voci critiche e di mantenere il controllo sulle narrazioni riguardanti le lobby e il potere politico. In un momento in cui la fiducia nelle istituzioni è in calo, la vicenda di Baldan potrebbe contribuire a una riflessione più ampia su come garantire che le istituzioni europee operino in modo trasparente e responsabile.



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