La Russia ha ribadito che non ha alcuna intenzione di interrompere le operazioni militari in Ucraina fino a quando non avrà ottenuto la vittoria sul campo. Il portavoce del presidente Vladimir Putin, Dmitry Peskov, ha escluso la possibilità di un nuovo vertice con l’ex presidente statunitense Donald Trump, affermando che “non è necessario”. Questo messaggio chiaro a Washington implica che, se gli Stati Uniti desiderano riprendere i negoziati, dovranno farlo partendo dalle condizioni già stabilite in un promemoria inviato da Mosca che sono state considerate irricevibili dalla Casa Bianca. Tale situazione ha portato all’annullamento dei colloqui preparatori per un summit previsto a Budapest.
Negli ultimi due anni, il Cremlino ha mantenuto una posizione ferma, rifiutando di sedersi a un tavolo per discutere un cessate il fuoco, convinto della sua capacità di prevalere militarmente. Gli incontri precedenti, come quelli di Istanbul, Riad e Alaska, non hanno portato a cambiamenti significativi nella strategia russa. Le delegazioni di Mosca hanno partecipato a questi incontri principalmente per guadagnare tempo e mantenere buoni rapporti con i potenziali partner americani.
Dopo l’annullamento del vertice di Budapest, Putin ha insinuato che fosse stata la Casa Bianca a proporre un nuovo incontro, ma la realtà è che il Cremlino non ha alcuna intenzione di modificare la propria posizione. La situazione sul campo è critica, in particolare a Pokrovsk, dove le forze russe continuano a guadagnare terreno. Secondo Vitaliy Deineha, ex vice ministro della Difesa e fondatore del fondo “Torna vivo”, la logistica nella zona è estremamente complessa e rischiosa. Egli ha avvertito che, se non verrà firmato un ordine di ritirata per le truppe da Pokrovsk e Myrnohrad, ci si potrebbe trovare di fronte a perdite significative di soldati e materiali.
La battaglia per Pokrovsk è in corso, con i russi che controllano circa il 60% della città. Le forze ucraine, nel tentativo di resistere all’avanzata nemica, hanno inviato unità speciali sul campo. Tuttavia, la situazione rimane precaria e le tempistiche per una possibile soluzione sono incerte. Anche se Pokrovsk dovesse cadere, l’Armata russa dovrà affrontare molte altre sfide prima di poter rivendicare un controllo completo sulla regione di Donetsk.
Nel frattempo, Mosca ha intensificato i raid aerei sulle città ucraine. Recentemente, sei persone, tra cui due bambini, sono state uccise in attacchi nelle regioni di Dnipropetrovsk e Odessa. Secondo un’analisi dell’Agence France-Presse, il mese di ottobre ha visto il numero più alto di attacchi russi dall’inizio del conflitto, con 270 missili lanciati, segnando un incremento del 46% rispetto al mese precedente. Questi attacchi mirano a colpire la già fragile rete energetica dell’Ucraina, interrompendo l’erogazione di energia elettrica a centinaia di migliaia di persone. Domenica, l’intera regione di Donetsk è rimasta senza elettricità, così come quasi 58.000 persone nella regione di Zaporizhzhia.
Una nota positiva per le forze ucraine è rappresentata dall’arrivo di nuove batterie di sistemi Patriot da Berlino, destinate a contrastare gli attacchi aerei russi. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha espresso gratitudine alla Germania e al cancelliere Friedrich Merz per questo supporto, sottolineando l’importanza di tali misure per proteggere la vita dei cittadini ucraini dal terrorismo russo.



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