Il 15 febbraio 2025, Acerra, una cittadina nel Napoletano, è stata teatro di una tragica vicenda che ha colpito profondamente la comunità. Una bimba di nove mesi è morta dopo essere stata morsa da Tyson, il Pitbull di famiglia. L’evento ha generato una serie di speculazioni e fake news, amplificate dalla viralità di alcuni post sui social, che includevano immagini false e testimonianze non veritiere, riportate anche da alcuni media.
Con l’arrivo degli esiti dell’autopsia, il veterinario forense Orlando Paciello, che ha collaborato con il medico legale Maurizio Saliva, ha fornito chiarimenti sulla situazione. Secondo le analisi, la bimba è deceduta a causa di gravi lesioni al collo provocate dal morso del cane. Le ferite hanno creato un quadro lesivo acuto, purtroppo incompatibile con la sopravvivenza.
Interrogato su come sia avvenuta la morte della bimba, Paciello ha spiegato: “Siamo di fronte a una tragedia che ha colpito tutti profondamente. Dalle analisi medico-legali e veterinario forensi integrate è emerso che la piccola è deceduta a causa di gravi lesioni al collo provocate dal cane.”
Riguardo al comportamento del cane, il veterinario ha sottolineato l’importanza di non attribuire intenzioni umane agli animali. Ha affermato che non ci sono segni di un attacco prolungato o di una volontà predatoria. La dinamica sembra piuttosto una reazione improvvisa e incontrollata, forse scatenata da un movimento della bimba o dal suo pianto. Paciello ha chiarito: “Non possiamo affermare che si trattasse di un ‘morso educativo’ o ‘per calmare la bimba’: queste sono categorie antropocentriche.”
Il veterinario ha anche affrontato il tema delle pulizie effettuate dai familiari sulla scena dell’incidente. Ha spiegato che, in situazioni drammatiche, i familiari possono compiere azioni istintive nel tentativo di soccorrere la vittima, il che può alterare parzialmente la scena. Tuttavia, ha rassicurato che il materiale biologico utile è stato comunque rinvenuto e repertato correttamente, permettendo di non compromettere le indagini.
Quando gli è stato chiesto se la bimba avesse subito traumi precedenti, Paciello ha confermato che non sono emersi altri traumi significativi antecedenti all’episodio fatale. Le lesioni riscontrate sono tutte riconducibili all’unico evento oggetto di indagine, senza evidenze di dinamiche diverse.
Un’altra domanda cruciale riguarda l’intervento dei soccorsi: “Un intervento più tempestivo avrebbe potuto salvarla?” A questo proposito, il veterinario ha risposto che, sebbene sia naturale chiederselo, le lesioni erano talmente gravi e immediatamente fatali che non è possibile affermare che un intervento più rapido avrebbe potuto cambiare l’esito.
La ricostruzione della dinamica dell’incidente si basa su un approccio multidisciplinare che combina autopsia, analisi medico-legali, studio morfologico delle lesioni e analisi genetiche forensi. Questo processo permette di ottenere conclusioni solide e supportate da dati oggettivi. Paciello ha descritto il lavoro di squadra tra medico legale e veterinario forense come essenziale per arrivare alla verità. “Il medico legale umano analizza la vittima, mentre il medico veterinario forense valuta l’animale, il tipo di morso e i meccanismi lesivi”, ha affermato.



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