Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha inviato una lettera al primo ministro norvegese, Jonas Gahr Store, esprimendo il suo disappunto per non aver ricevuto il Premio Nobel per la pace. Nella missiva, pubblicata dal quotidiano norvegese Verdens Gang, Trump ha affermato di non sentirsi più obbligato a concentrarsi esclusivamente sulla pace, poiché ora intende perseguire ciò che considera giusto per gli Stati Uniti. La lettera è stata scritta in seguito all’assegnazione del premio alla leader dell’opposizione venezuelana, Maria Corina Machado.
Trump ha sottolineato che, dopo il riconoscimento dato a Machado, è pronto a seguire solo gli interessi americani. In particolare, ha menzionato la Groenlandia, oggetto di crescente tensione tra Stati Uniti e Unione Europea. Secondo il presidente, “la Danimarca non può proteggere quella terra dalla Russia o dalla Cina, e perché mai dovrebbero avere un ‘diritto di proprietà’? Non ci sono documenti scritti, solo che una nave è sbarcata lì centinaia di anni fa, ma anche noi avevamo delle navi che sono sbarcate lì”.
Nella lettera, Trump ha anche rivendicato il suo ruolo nella NATO, affermando: “Ho fatto più per la NATO di chiunque altro dalla sua fondazione, e ora l’Alleanza dovrebbe fare qualcosa per gli Stati Uniti”. Ha concluso il suo messaggio con una nota di preoccupazione, affermando che “il mondo non è sicuro se non abbiamo il controllo completo e totale della Groenlandia”.
La mancata assegnazione del Nobel ha colpito Trump, che ha percepito l’evento come un affronto personale, soprattutto considerando l’invio di soldati da parte di alcuni Paesi europei a difesa della Groenlandia. Questa decisione ha scatenato la reazione del presidente, che ha annunciato nuovi dazi contro questi Paesi.
Il 22 gennaio si terrà un Consiglio europeo straordinario, in cui i leader dell’Unione Europea discuteranno la loro strategia di risposta alle minacce americane. Tra le opzioni sul tavolo ci sono controdazi su merci importate dagli Stati Uniti per un valore di 93 miliardi di euro, una misura sospesa dopo un accordo raggiunto a fine luglio tra Ursula von der Leyen e Trump.
Si segnala che la Francia sta spingendo per attivare il cosiddetto “bazooka”, uno strumento anti-coercizione dell’Unione Europea, mai applicato fino ad ora. Questo meccanismo consentirebbe di imporre nuove tariffe, restrizioni al commercio di servizi digitali e limitazioni agli investimenti diretti esteri o agli appalti pubblici nel mercato dell’Unione. Recenti dichiarazioni del presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, hanno accennato alla disponibilità dell’Unione a difendersi “da qualsiasi forma di coercizione”.
La lettera di Trump al primo ministro norvegese ha sollevato interrogativi sulla sua strategia diplomatica e sull’approccio degli Stati Uniti nei confronti della Groenlandia e delle relazioni con l’Europa. La questione della sovranità sulla Groenlandia continua a essere un tema controverso, con Trump che sembra mettere in dubbio l’autorità danese sull’isola.
In questo contesto, il presidente degli Stati Uniti ha cercato di posizionare il suo Paese come un attore dominante nella regione artica, sottolineando la necessità di un maggiore controllo per garantire la sicurezza nazionale. Le affermazioni di Trump riguardo alla Groenlandia hanno suscitato reazioni miste, con alcuni esperti che avvertono delle implicazioni geopolitiche di tali dichiarazioni.



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