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“Lo mollano anche i suoi!” Referendum giustizia, gli elettori Cinquestelle dicono Sì: Conte furioso



Il partito di Giuseppe Conte si è ufficialmente dichiarato contrario alla riforma costituzionale della giustizia promossa dal governo di centrodestra. Tuttavia, un sondaggio condotto dall’Istituto Piepoli rivela che il 63% degli elettori del Movimento 5 Stelle sarebbe favorevole alla riforma. Questo dato, che mostra solo una leggera flessione rispetto al 65% registrato a dicembre, è significativo, considerando che il Movimento è compatto nel sostenere il No.



La situazione è ancor più interessante se si considera il contesto politico. A differenza del Partito Democratico, dove alcuni esponenti, in particolare quelli della componente dei Riformisti, si sono espressi a favore del Sì, il Movimento 5 Stelle si presenta unito nel rifiuto della riforma. Nonostante ciò, il messaggio del partito non sembra aver raggiunto in modo efficace i suoi sostenitori, che continuano a manifestare un orientamento favorevole alla riforma.

Livio Gigliuto, presidente dell’Istituto Piepoli, ha commentato la situazione, affermando che “il dibattito è ancora in fase di pre-campagna elettorale, i leader ne parlano il meno possibile e mancano le parole chiave”. Secondo Gigliuto, il dato sui sostenitori del Movimento deve essere interpretato nel senso che molti di loro, tradizionalmente orientati verso un voto antisistema, vedono la magistratura come parte integrante del sistema stesso. Pertanto, la leadership del Movimento dovrebbe intensificare la comunicazione, spiegando perché il No rappresenterebbe il vero voto antisistema.

Due ulteriori fattori potrebbero influenzare l’orientamento degli elettori di Conte verso il Sì: il meccanismo di sorteggio previsto nella riforma ricorda il principio dell’“uno vale uno”, e la recente condanna in primo grado del figlio di Beppe Grillo potrebbe aver avuto un impatto negativo sulla percezione del partito.

L’Istituto Piepoli è uno dei pochi a separare l’orientamento degli elettori del Movimento da quello del centrosinistra. Tuttavia, emerge un dato comune: secondo vari sondaggi, tra cui quelli di Ghisleri e Noto, il Sì si colloca in una forbice compresa tra il 56% e il 60%. Considerando che le percentuali tra i vari schieramenti sono simili e che gli elettori di centrodestra sono in gran parte favorevoli al Sì, è probabile che anche dai loro sondaggi emerga un alto numero di sostenitori all’interno del Movimento.

Tuttavia, la comunicazione politica dell’opposizione al referendum non è stata sufficientemente incisiva. Gigliuto ha osservato che “manca un partito che chiaramente si ponga come campione del No”, suggerendo che per il No sia cruciale attrarre i voti degli elettori del Movimento 5 Stelle.

Dall’altra parte, i dirigenti del Movimento respingono questi dati. Ettore Licheri, senatore e avvocato del 5 Stelle, ha dichiarato: “Mi sembra inverosimile. Mi sento di respingere questi numeri, il nostro elettorato è molto consapevole che questo è un passaggio esiziale per difendere la democrazia da un governo che contesta la separazione dei poteri, con la premier Meloni che sostiene che i poteri debbano marciare nella stessa direzione”.

Con il referendum fissato per il 22-23 marzo, il Movimento 5 Stelle ha iniziato a muoversi per preparare la campagna elettorale. Il materiale informativo è già pronto e i coordinatori territoriali stanno organizzando banchetti in tutte le città per informare i cittadini e, secondo il sondaggio di Piepoli, anche i loro elettori.



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