​​


Le reazioni di Bonafè mentre le viene mostrato il caso dei giudici e dei reati di alcuni migranti



Durante una recente trasmissione televisiva su Rete 4, il deputato e capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia, Galeazzo Bignami, ha presentato un elenco di individui immigrati con precedenti penali che sono stati fermati dalle forze dell’ordine, trattenuti nei Centri di Permanenza Temporanea (CPR) e successivamente rilasciati da giudici.  La presentazione è avvenuta nel contesto di una discussione con l’eurodeputata del Partito Democratico, Simona Bonafè, condotta da Paolo Del Debbio nel programma “Dritto e Rovescio”.



L’on. Bignami ha dettagliato i precedenti di diversi individui, tra cui condanne per detenzione materiale di materiale pedo-pornografico, pornografia minorile, adescamento di minori, violenza sessuale aggravata, pornografia virtuale e reati commessi presso il CPR di Milano.  Ha sottolineato che, nonostante la gravità di tali reati, i giudici hanno deciso di rilasciare questi individui.  L’on. Bignami ha inoltre evidenziato altri casi di individui con precedenti penali per porto d’armi, atti osceni in prossimità di minori, furto aggravato e violenza sessuale.  Ha espresso preoccupazione per la presunta concezione dei minori da parte di alcuni immigrati, affermando che tali individui dovrebbero essere incarcerati a tempo indeterminato.

L’on. Bignami ha inoltre menzionato casi di individui con precedenti penali per violenza domestica, lesione personale aggravata ed evasione dalla detenzione.  Ha criticato la decisione dei giudici di rilasciare tali individui, nonostante i loro precedenti.

In risposta, l’on. Bonafè ha suggerito che la difficoltà nel rimpatriare gli immigrati irregolari potrebbe non essere attribuibile esclusivamente ai giudici, ma anche al governo, che aveva promesso di risolvere i problemi di sicurezza entro tre anni dall’insediamento.

“Riconosco l’errore fondamentale nel nostro approccio: presupponiamo che tutti agiscano in armonia, mentre in realtà esistono individui che agiscono in senso opposto.  Esprimete una forte avversione per le divise! – afferma il rappresentante del partito meloniano –  Noi, al contrario, le abbiamo difese e adottate. La questione non risiede nel numero di agenti, bensì nella necessità di consentire loro di operare efficacemente. La condizione ottimale per il loro operato è garantire che, qualora un agente sia costretto a utilizzare la forza letale per autodifesa, non debba temere di essere sottoposto ad indagine. Tale agente ha compiuto un atto che nessuno di noi desidera intraprendere, ovvero l’uccisione di un individuo, e lo ha fatto a beneficio della collettività.”

“Esiste una proposta di legge di notevole rilevanza – conclude Bignami – che prevede l’esenzione dall’indagine per gli agenti che agiscono nell’adempimento del proprio dovere.  Intendete votarla?  Se la voterete, avrete ragione; se vi astenete, le vostre parole saranno prive di sostanza. Sono il primo firmatario della proposta; qualora lo desideriate, potrete aggiungervi a me.”



Add comment