​​


“Da Rogoredo a Trump”, Formigli e il sermone in diretta: l’ennesima difesa della magistratura rossa



L’indirizzo di Piazzapulita, il programma di approfondimento politico trasmesso il giovedì sera su La7, è immediatamente percepibile fin dalla breve introduzione di Corrado Formigli.  Il giornalista e conduttore, in un contesto politico complesso e articolato, parte dal caso di Rogoredo, dove un agente di polizia è oggetto di indagine per omicidio volontario a seguito dell’uccisione di un cittadino marocchino che lo aveva minacciato con un’arma da fuoco (successivamente rivelatasi a salve) e giunge alle recenti tensioni a Minneapolis, caratterizzate da accese polemiche nei confronti dell’ICE, l’agenzia federale statunitense responsabile dell’applicazione delle leggi sull’immigrazione.



La conclusione del servizio si configura come un’esplicita difesa della magistratura.  Tale posizione, sebbene legittima, solleva interrogativi sulla possibilità che le dichiarazioni di Formigli siano state formulate con l’obiettivo di influenzare l’opinione pubblica in vista del referendum sulla giustizia previsto per il prossimo marzo, rappresentando un ulteriore elemento di critica nei confronti del governo e di Giorgia Meloni.

“Allora – esordisce il conduttore, con la consueta espressione seria e riflessiva –, mentre una nuova figura politica, definita da autorevoli testate giornalistiche internazionali, tra cui The Atlantic, come fascista, risiede alla Casa Bianca, ci troviamo di fronte a una scelta fondamentale: sostenere l’ICE e le sue azioni contro migranti e cittadini americani, promuovendone l’adozione anche in Italia, come auspicato da alcuni.”

“Oppure – prosegue Formigli – seguire le indicazioni di coloro che ritengono che il miglior strumento per contrastare il caos e prevenire gli abusi di potere da parte di chi detiene il controllo della forza sia l’intervento di un giudice imparziale e indipendente.”

Si tratta di un chiaro riferimento agli slogan utilizzati dal fronte del No, espressioni ricorrenti nei dibattiti televisivi da parte di qualsiasi oppositore alla riforma Nordio, indipendentemente dalla provenienza istituzionale, che si tratti di un membro dell’Associazione Nazionale Magistrati, di un magistrato di colore o di un esponente dell’opposizione parlamentare. “Si tratta dello stato di diritto, dello stato liberale – conclude Formigli, con enfasi –.  Pur essendo considerato da alcuni un concetto superato, rappresenta l’unica risorsa che ci rimane.”



Add comment