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Fa scendere l’11enne nella neve: ma la nonna è avvocato e ottiene la sospensione immediata dell’autista



Un episodio controverso ha coinvolto un bambino di 11 anni, costretto a scendere da un autobus della Dolomiti Bus a causa della mancanza del biglietto corretto. Il giovane, che stava tornando a casa da San Vito di Cadore a Vodo di Cadore, si è trovato a dover percorrere a piedi oltre sei chilometri in condizioni climatiche avverse, con temperature sotto zero e nevicate. La situazione ha suscitato indignazione e preoccupazione, portando la famiglia del bambino a presentare una denuncia per abbandono di minore.



La compagnia Dolomiti Bus ha rilasciato un comunicato stampa in cui esprime sollievo nel sapere che il bambino sta bene e non ha subito conseguenze gravi. L’azienda ha confermato che il servizio era autorizzato dalla società La Linea Spa e ha avviato un’inchiesta interna per chiarire quanto accaduto. Il conducente dell’autobus, che è un dipendente della compagnia, è stato sospeso precauzionalmente dal servizio in attesa di ulteriori accertamenti.

Il bambino, come riportato dalla madre, possedeva un biglietto da 2,50 euro, ma con l’arrivo delle Olimpiadi di Cortina, è diventato obbligatorio l’uso di un nuovo biglietto, dal costo di 10 euro, o di un abbonamento speciale da 150 euro. Questo cambiamento ha creato confusione e difficoltà per molti passeggeri. L’autista ha chiesto al bambino se avesse il biglietto corretto, ma, non avendo i soldi per acquistarlo, è stato costretto a scendere dall’autobus. Le condizioni meteorologiche erano particolarmente avverse: la temperatura era di circa -3 gradi e la strada era imbiancata dalla neve.

Il piccolo ha quindi iniziato a camminare, tremando dal freddo e con le mani ghiacciate, mentre la luce del giorno stava diminuendo. La madre del bambino ha descritto la situazione con preoccupazione, affermando che il figlio era tornato a casa in condizioni molto precarie e che mostrava segni di ipotermia. “Era proprio malridotto”, hanno confermato i familiari, sottolineando la gravità della situazione.

L’avvocato Chiara Balbinot, che è anche la nonna del bambino, ha presentato una denuncia in procura per abbandono di minore. Ha evidenziato che il bambino di solito viene accompagnato dalla madre, ma quel giorno non era possibile. La tratta non è servita da uno scuolabus, quindi il ragazzo si era affidato alla linea 30 per tornare a casa. La nonna ha spiegato che la madre gli aveva comprato un carnet di biglietti ordinari, utilizzabili quando non poteva andare a prenderlo. Questi biglietti non avevano scadenza e erano validi per tutto l’anno.

Tuttavia, la nuova tariffa per le Olimpiadi era già in vigore dal 23 gennaio, creando confusione tra i passeggeri. L’avvocato ha aggiunto che la cosa più grave è stata la decisione dell’autista di lasciare il bambino a piedi senza cercare una soluzione alternativa. Invece di trovare un modo per aiutarlo, come ad esempio lasciarlo viaggiare e permettergli di pagare il biglietto in un secondo momento, l’autista ha insistito affinché scendesse.

Inoltre, l’autista ha trattenuto il biglietto che il bambino voleva utilizzare per tornare a casa, affermando che non gli serviva più. Questo comportamento ha ulteriormente aggravato la situazione, poiché il bambino aveva effettivamente pagato per la tratta e avrebbe potuto utilizzare il biglietto dopo il 17 marzo, quando sarebbe tornata la tariffa ordinaria.

La vicenda ha già attirato l’attenzione dei media e dei politici, con richieste di chiarimenti sulla gestione delle tariffe e sulla sicurezza dei minori nei trasporti pubblici. La Dolomiti Bus ha dichiarato di essere impegnata a garantire elevati standard di sicurezza e ha attivato una commissione per indagare sui fatti accaduti. I mezzi in servizio sono dotati di impianti di videosorveglianza, e le registrazioni saranno utilizzate per l’accertamento dei fatti. La società ha promesso di fornire ulteriori informazioni man mano che l’inchiesta interna prosegue.



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