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Pugni, calci e martello contro un agente a Torino: caos su Askatasuna, la dura reazione di Meloni



Durante il corteo per Askatasuna a Torino, si sono verificati scontri violenti che hanno portato a un episodio particolarmente grave: un agente del reparto mobile è stato accerchiato e colpito ripetutamente mentre si trovava a terra. Questo evento è stato catturato in un video, la cui autenticità è stata confermata, e ha fatto il giro dei social media, ricevendo commenti da figure politiche di spicco come la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro della Difesa Guido Crosetto e il ministro dei Trasporti Matteo Salvini.



Il fatto è avvenuto nei pressi del Campus universitario Einaudi, dove il poliziotto, accerchiato da manifestanti a volto coperto, ha perso il casco e ha cercato di proteggersi. Durante la colluttazione, uno dei manifestanti lo ha colpito con un martello, mentre un altro ha puntato contro di lui una luce laser verde. Solo l’intervento di alcuni colleghi ha permesso di soccorrerlo, mentre gli aggressori si allontanavano. Attualmente, il numero dei feriti tra le forze dell’ordine è salito a undici, ma si prevede che questo dato possa aumentare, con la polizia che ha già arrestato una decina di manifestanti.


Gli scontri sono iniziati nel tardo pomeriggio e sono proseguiti per circa due ore, caratterizzati da lanci di pietre e bombe carta in Corso Regina Margherita, a pochi passi dal centro sociale oggetto dello sgombero avvenuto il 18 dicembre. Le forze dell’ordine hanno risposto con lacrimogeni e idranti. Al termine della giornata, i danni più evidenti erano visibili in Corso Regina Margherita, dove cassonetti sono stati rovesciati e incendiati, vetrine danneggiate e oggetti distrutti dai manifestanti.

In seguito agli scontri, Giorgia Meloni ha commentato l’accaduto su social media, definendo la situazione “grave e inaccettabile”. Ha sottolineato che “uno sgombero legittimo di un immobile occupato illegalmente è stato usato come pretesto per scatenare violenze, incendi, lanci di bombe carta e aggressioni organizzate”. La premier ha aggiunto: “Le immagini dell’agente aggredito parlano da sole: non siamo di fronte a manifestanti, ma a soggetti che agiscono come nemici dello Stato”.

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha espresso solidarietà alle forze di polizia, affermando che “questi non sono manifestanti. Non sono nemmeno delinquenti. Questi si comportano da nemici, da terroristi, da guerriglieri”. Ha inoltre avvertito che le forze dell’ordine non possono affrontare persone che si considerano in guerra con lo Stato trattandole come manifestanti pacifici.

Anche Matteo Salvini, vicepremier, ha condannato le violenze, descrivendo le immagini come “bestiali” e affermando che per questi aggressori “il carcere non basta”. Ha accompagnato il suo commento con il video dell’aggressione.

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha espresso indignazione per quanto accaduto, chiedendosi come sia possibile colpire un poliziotto in servizio. Ha descritto i manifestanti come “figli di papà, facinorosi e vigliacchi dei centri sociali”, esprimendo solidarietà alle forze dell’ordine.


Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha contattato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, per esprimere la sua solidarietà agli agenti feriti. Anche la leader del Partito Democratico, Elly Schlein, ha condannato le violenze, definendole “inqualificabili” e sottolineando che tali atti non hanno nulla a che vedere con il dissenso democratico.

Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha anch’egli condannato le aggressioni, affermando che gli atti di violenza devono essere respinti senza ambiguità e esprimendo solidarietà agli agenti colpiti.

Domenico Pianese, segretario del sindacato di polizia Coisp, ha denunciato la gravità della situazione, affermando che il bilancio degli scontri è destinato ad aggravarsi. Ha descritto il tentativo di linciaggio subito dall’agente, sottolineando che “quelli scesi in piazza oggi non sono manifestanti: sono soggetti violenti e pericolosi”.



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