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L’abbonamento del bus non funziona e l’autista lo fa scendere: “Mio figlio costretto a fare 13 km a piedi”



Un nuovo episodio che solleva preoccupazioni sulla gestione dei trasporti pubblici ha avuto luogo nella Provincia Autonoma di Trento, dove un giovane di 17 anni, Fabrizio, ha rischiato di dover camminare per oltre 13 chilometri. Questo evento è avvenuto a pochi giorni di distanza da un altro caso simile che ha coinvolto un bambino di 11 anni nel Bellunese, costretto a percorrere sei chilometri a piedi a causa di un problema con il biglietto del bus.



La madre di Fabrizio, Rosaria Motisi, ha condiviso la sua esperienza su Facebook, lamentando un episodio che, sebbene si sia concluso bene, mette in luce le difficoltà affrontate dai giovani viaggiatori. “A pochi giorni dall’accaduto del piccolo bambino fatto scendere dal bus perché non aveva il corretto titolo di viaggio, mi trovo purtroppo a raccontare un altro episodio quasi simile ma con un lieto fine,” ha scritto Motisi.

Fabrizio si trovava in un hotel di Pinzolo per uno stage e, nel suo giorno libero, ha deciso di visitare i compagni di classe a Madonna di Campiglio, una località distante circa 13 chilometri. Mentre in auto il tragitto richiede solo 18 minuti, a piedi il percorso si allunga a circa 2 ore e 37 minuti. La situazione si è complicata quando, nonostante avesse un abbonamento valido fino al 31 agosto per le linee urbane ed extraurbane, l’autista del bus non ha accettato il titolo di viaggio all’andata. Tuttavia, in quel caso, Fabrizio è riuscito a salire a bordo senza problemi.

Al ritorno, però, le cose sono cambiate drasticamente. Quando il giovane ha cercato di salire sull’ultima corriera delle 18:30, l’autista ha nuovamente rifiutato il suo abbonamento. Fabrizio ha tentato di spiegare la situazione, dichiarando di voler acquistare un biglietto da 2,50 euro, ma ha incontrato un ulteriore ostacolo: non aveva contante e il suo bancomat non funzionava. L’autista, a quel punto, gli ha chiesto di scendere, costringendolo a considerare un lungo cammino a piedi da Madonna di Campiglio a Pinzolo.

Fortunatamente, un passeggero presente sulla corriera ha assistito alla scena e ha compreso che Fabrizio non stava cercando di fare il furbo. “Solo grazie alla preziosa umanità di un signore di Caserta che si trovava lì a fare la settimana bianca, ha potuto tornare in hotel perché molto calorosamente ha pagato lui il biglietto di 2,50 euro per mio figlio,” ha raccontato Motisi.

Nonostante il lieto fine, la madre di Fabrizio ha espresso il suo disappunto per quanto accaduto. “Vergogna dove siamo arrivati? Denuncerò l’accaduto perché non possiamo più accettare cose simili! Essere così severi quando mio figlio aveva tutto in regola per potere viaggiare su quella corriera, perché mi chiedo?” ha aggiunto, evidenziando la frustrazione per un sistema che sembra non tenere conto delle esigenze dei giovani viaggiatori.

Questo episodio richiama alla mente il caso del bambino di 11 anni nel Bellunese, che è stato costretto a camminare sotto la neve a causa di un problema simile con il biglietto. Dal 23 gennaio, in occasione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, l’azienda Dolomitibus ha introdotto una nuova tariffazione per la linea 30 Calalzo-Cortina, aumentando il costo del biglietto da 2,50 euro a 10 euro, anche per i residenti. Il piccolo, in possesso di un carnet di biglietti precedente a questa modifica, era stato invitato a scendere.

Questi eventi hanno sollevato interrogativi sulla gestione dei trasporti pubblici e sull’adeguatezza delle politiche tariffarie, specialmente in un periodo in cui si cerca di incentivare l’uso dei mezzi pubblici. La sicurezza e il benessere dei passeggeri, in particolare dei minori, devono essere prioritari, e situazioni come quelle vissute da Fabrizio e dal bambino di Belluno non dovrebbero ripetersi.



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