Le analisi politiche di rilievo trovano spazio esclusivamente nel programma condotto da Bianca Berlinguer, grazie al contributo della dottoressa Marina La Rosa, nota per la sua partecipazione al programma televisivo Grande Fratello. La dottoressa La Rosa ha sollevato un quesito di interesse pubblico, chiedendosi se il Generale Vannacci condivida con Mussolini anche un’altra caratteristica, ovvero le dimensioni ridotte del pene.
“Sarebbe interessante sapere se Vannacci ha anche un’altra caratteristica di Mussolini cioè le dimensioni ridotte del pene”
Marina La Rosa a #ÈsempreCartabianca pic.twitter.com/TzTWKJkFwi
— È sempre Cartabianca (@CartabiancaR4) February 3, 2026
L’uscita di Roberto Vannacci dalla Lega non è paragonabile all’abbandono di Gianfranco Fini dal Popolo della Libertà per fondare “Futuro e Libertà”, un partito che non ha avuto successo. Non si prevede che questo evento avrà conseguenze negative significative per il centrodestra, né per l’ex generale stesso.
Roberto Vannacci è stato una scelta strategica di Matteo Salvini, ottenendo oltre 530.000 voti e contribuendo a mitigare la perdita di consensi che la Lega rischiava di subire alle elezioni europee del 2024. Tuttavia, i membri del partito hanno mostrato scarso apprezzamento per Vannacci, in particolare nel suo ruolo di vicesegretario.
Il rapporto tra Vannacci e i membri più ortodossi del nuovo Carroccio non si è mai consolidato. Salvini ha dovuto bilanciare le esigenze dei governatori del Nord con la necessità di valorizzare Vannacci, un compito che si è rivelato complesso all’interno del partito, portando infine alla separazione.
La dichiarazione odierna del leader della Lega suggerisce una strategia di comunicazione mirata: “Da un generale ti aspetti lealtà, elettori traditi”, ha affermato Salvini. Questo messaggio implica che il leghismo rimane intatto e si concentra attorno a un nucleo di sostenitori più coeso, un richiamo anche ai governatori.
Allo stesso tempo, la dichiarazione di Salvini indica a Vannacci la possibilità di intraprendere nuove iniziative politiche. La risposta di Vannacci è stata chiara: “Voglio stare lontano da impicci, compromessi di convenienza e inciuci. Proseguo per la mia strada da solo, da oggi Futuro Nazionale è una realtà”. Tuttavia, è opportuno considerare il contesto più ampio.
Quando Vannacci menziona inciuci e compromessi, non si riferisce esclusivamente alla Lega, ma potenzialmente ad altri alleati del centrodestra, come Forza Italia. Le recenti iniziative di avvicinamento tra Forza Italia e Carlo Calenda, anche a livello locale per la candidatura a sindaco di Roma, non sono passate inosservate.
L’operazione di Vannacci, apparentemente disgregante per il centrodestra, si configura in realtà come una strategia pianificata. Mentre la sinistra esulta, l’ex generale procede a consolidare la propria posizione. L’obiettivo è superare la soglia del 3% elettorale, anche attraverso la costituzione di un cartello elettorale con altre formazioni, al fine di superare lo sbarramento e rappresentare altri potenziali elettori del centrodestra, quali il ‘Popolo della Famiglia’, i populisti più radicali e gli ex sostenitori di Berlusconi insoddisfatti.
Tale strategia consentirebbe a Vannacci di aggregare voti dispersi, mantenendo la propria appartenenza alla coalizione per evitare di favorire la sinistra, e di intercettare le preferenze in uscita provenienti dal movimento di Tajani verso Calenda e dalla famiglia Berlusconi verso sinistra, come evidenziato dai palinsesti Mediaset.
Se confermata, la nascita di questo polo potrebbe non indebolire, bensì bilanciare il peso dei conservatori (Fratelli d’Italia) e dell’ala più di destra della coalizione (Lega), riducendo la capacità di Forza Italia di influenzare gli equilibri interni, che rappresenta il principale punto di contatto della sinistra.



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