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Emergenza animali a Niscemi dopo la frana: “Sono sempre gli ultimi a essere aiutati”



A Niscemi, in provincia di Caltanissetta, l’emergenza legata alla frana che da giorni interessa parte del territorio continua a tenere la comunità in uno stato di allerta. Il movimento del terreno non si è arrestato e la situazione è in costante evoluzione. Diverse famiglie sono state evacuate, molte strade sono state chiuse o parzialmente interdette, e le scuole, dopo un periodo di chiusura, sono state riaperte con molte precauzioni. Tecnici e amministratori locali stanno monitorando l’area continuamente, ma l’incertezza rimane alta e nessuno può prevedere come si evolverà la frana nei prossimi giorni.



In questo contesto complesso, l’attenzione è comprensibilmente rivolta alla sicurezza delle persone. Tuttavia, un aspetto che rischia di passare in secondo piano è la situazione degli animali, in particolare quella di cani e gatti randagi o di quelli che già vivevano in condizioni di forte disagio. A raccontare la situazione è Mariella Blanco, presidente dell’associazione “I randagi di Niscemi”, attivamente impegnata nella tutela degli animali sul territorio.

La frana continua a espandersi, e sebbene oggi ci sia stata la riapertura delle scuole, la situazione rimane instabile. “Noi in rifugio non abbiamo subito danni per ora, ma la situazione non è semplice. Se il rifugio dovesse essere sgomberato, non avremmo una destinazione immediata dove trasferirli”, ha spiegato Blanco.

A Niscemi, ci sono molti randagi e animali tenuti in condizioni drammatiche, senza microchip e costretti a vivere all’aperto, legati a catene. Il Comune sta collaborando con una ditta per monitorare e gestire i randagi, ma la situazione di emergenza rende tutto più complicato per i volontari e per chi si occupa di animali. “Potrebbe peggiorare da un momento all’altro e loro sono purtroppo sempre gli ultimi”, ha aggiunto Mariella.

Fortunatamente, nei giorni scorsi, le situazioni più urgenti sono state affrontate, come il trasferimento di alcuni cavalli in terreni più sicuri e il recupero di randagi. Attualmente, al rifugio ci sono 45 animali, oltre a quelli liberi che vengono controllati su tutto il territorio. Per quanto riguarda gli animali delle persone evacuate, i cani di alcune famiglie sono stati sistemati tra amici e parenti, ma la situazione dei gatti è preoccupante. “Il centro storico si sta riempiendo, probabilmente perché molte persone che avevano gatti semiliberi li hanno lasciati completamente soli e in strada”, ha osservato Blanco.

Per cercare di aiutare gli animali abbandonati, l’associazione sta aumentando il numero di postazioni di cibo e acqua, ma le difficoltà sono in aumento. “Non vogliamo sfruttare l’onda della disgrazia, né chiediamo soldi. Vorremmo solo che le persone non si dimenticassero anche degli animali. Gli aiuti e il supporto per le persone e gli sfollati sono arrivati e stanno arrivando, giustamente, ma per gli animali non abbiamo ricevuto neppure una scatoletta”, ha dichiarato Mariella, sottolineando la mancanza di attenzione verso gli animali in difficoltà.

Il suo appello finale è chiaro: “Voi che leggete e guardate la TV, non dimenticatevi degli animali. Già normalmente facciamo fatica ad aiutare gli animali di Niscemi, ma ora è diventato ancora più difficile. Se chiudono anche l’ultimo accesso, come faremo? Lo ripeto, non vogliamo soldi, ma solo un po’ di cibo per aiutare gli ultimi”.



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