​​


Mega risarcimento a Corona, emerge la causa reale: il soprannome “scomodo” attribuito a Piersilvio Berlusconi



Mediaset e la sua società madre, MediaForEurope (MFE), hanno intrapreso un’azione legale contro Fabrizio Corona, sostenendo che le sue azioni abbiano arrecato danni significativi alla reputazione e al patrimonio dell’azienda e degli individui coinvolti nel caso riguardante il presentatore televisivo Alfonso Signorini.



In un comunicato ufficiale, Mediaset accusa Corona di aver diffuso informazioni false, menzogne e insinuazioni prive di fondamento, caratterizzate da una violenza verbale senza precedenti. Di conseguenza, Mediaset ha richiesto a Corona e alle sue società un risarcimento complessivo di 160 milioni di euro. La richiesta è stata formulata a nome di Mediaset, MFE e dei singoli individui coinvolti, la cui identità e il numero non sono stati specificati nel comunicato.

CASO MEDIASET, VI RACCONTO CIÒ CHE NON SAPETE

di Mario Adinolfi da Facebook

La reazione di Marina e Piersilvio Berlusconi nei confronti di Fabrizio Corona è stata percepita come eccessiva da molti.  Per trent’anni, Silvio Berlusconi è stato oggetto di numerose accuse, sia in ambito pubblico che privato, riguardanti presunti comportamenti immorali e vizi personali.  Nonostante ciò, Berlusconi non solo non ha mai intrapreso azioni legali, ma ha spesso dimostrato una certa ironia nel confermare tali accuse, in particolare quelle di natura sessuale.

È stato sufficiente che Claudio Lippi ricordasse di essere conosciuto nell’ambiente come Piersilvia, e che Fabrizio Corona rivelasse il segreto di Pulcinella del matrimonio di convenienza di Marina con un omosessuale, nel contesto controverso del cosiddetto “sistema Alfonso Signorini”, per scatenare nei due fratelli Berlusconi una reazione di ira incontrollata, culminata in una serie di provvedimenti censori con l’esplicita finalità di distruggere chi, attraverso il format denominato Falsissimo, aveva portato alla luce alcuni dei segreti che i due custodivano nell’armadio presidiato da Signorini stesso.

Adottando uno stile più simile alla Gestapo che all’editore liberale che fu Silvio Berlusconi, noto per la sua pratica di remunerare anche generosamente i suoi avversari attraverso Mediaset e Mondadori, Marina e Piersilvio hanno richiesto un risarcimento danni di 160 milioni di euro a Fabrizio Corona, coinvolgendo nella causa civile anche cinque personalità di spicco: Maria De Filippi, Gerri Scotti, Silvia Toffanin, Ilary Blasi e Samira Lui.

La richiesta di risarcimento segue una serie di provvedimenti emessi con una rapidità insolita da parte della magistratura milanese, apparentemente compiacente: l’invio di tredici agenti negli studi di Corona per sequestrare tutti i materiali relativi a Signorini a seguito della denuncia di quest’ultimo per il reato di revenge porn (la sfortunata Tiziana Cantone attese per due anni il provvedimento che Alfonso Signorini ha ottenuto in due ore, prima di suicidarsi), la rimozione dalla rete di tutte le puntate di Falsissimo a seguito di una censura preventiva cautelare ignorata da Corona, la chiusura di tutti i suoi profili social, la denuncia alla direzione distrettuale antimafia per impedire all’ex paparazzo persino l’uso del cellulare, e la minaccia di querela persino ai locali pubblici che in futuro dovessero ospitare Fabrizio Corona per le sue serate.

È plausibile che la Gestapo non avrebbe impiegato un così ampio spettro di misure restrittive della libertà personale e d’espressione nei confronti di un protagonista della comunicazione quale Fabrizio Corona, colpendo simultaneamente il suo ambito lavorativo, professionale e persino la sua sussistenza quotidiana.  Tuttavia, sorge spontanea la domanda: perché Marina e Piersilvio Berlusconi abbiano optato per una strategia di repressione di stampo nordcoreano, anziché attendere con pazienza il naturale declino dell’attenzione mediatica? La risposta è semplice: i figli di Silvio Berlusconi non dimostrano la stessa acume e capacità del padre, così come i fratelli Elkann non si avvicinano minimamente al livello di competenza del nonno, e Leonardo Mario Del Vecchio non vanta la stessa statura del padre, che gli ha lasciato un patrimonio di 7 miliardi di euro.  Purtroppo, questo gruppo di individui detiene una quota significativa del sistema industriale della comunicazione in Italia, e la sua gestione inadeguata sta conducendo il settore verso un disastro imminente. Il caso Fabrizio Corona assume una tale virulenza perché si inserisce in un contesto di crisi strutturale di Mediaset e Mondadori, entrambe gestite in modo inefficace dai due fratelli nei tre anni successivi alla scomparsa del padre nel 2023.

Liberato finalmente dall’ingombrante figura paterna, con un rapporto alla Genny e Pietro Savastano descritto efficacemente da Claudio Lippi nella puntata più drammatica di “Falsissimo”, Piersilvio Berlusconi ha intrapreso un’importante riorganizzazione di Mediaset, mirata a modificare radicalmente la natura del prodotto televisivo.  Tra le modifiche previste, l’eliminazione della cruciale Barbara D’Urso e l’introduzione di una serie di figure di spicco appartenenti all’area di sinistra, quali Bianca Berlinguer, Francesca Barra, Myrta Merlino e Tommaso Labate.  Inoltre, si prevede un progressivo ridimensionamento dello spazio centrale, tradizionalmente occupato dai fondamentali programmi di Maria De Filippi, a favore di format proprietari.

Tali format, non gestiti da Fascino, includono l’Isola dei Famosi e il Grande Fratello, entrambi affidati nel 2024 alla conduzione di Vladimir Luxuria e Alfonso Signorini, “The Couple” per Ilary Blasi, l’ampliamento del ruolo di “Verissimo” di Silvia Toffanin e la riscoperta della “Ruota della Fortuna” con Gerri Scotti e Samira Lui.  È importante sottolineare che tutti questi protagonisti sono coinvolti nella richiesta di risarcimento danni di importo considerevole a Fabrizio Corona, con Maria De Filippi designata al posto di Luxuria.

Maria De Filippi, attraverso la sua società Fascino, produce sei programmi di grande successo: “Uomini e Donne”, “Temptation Island”, “Amici”, “C’è posta per te”, “Tu sì que vales” e “This is me”.  Questi programmi garantiscono un terzo dei ricavi pubblicitari che sostengono il fatturato complessivo del gruppo e rappresentano un investimento di meno di duecento milioni di euro ogni tre anni per Piersilvio Berlusconi.

Fascino Pgt è partecipata al 50% da Mediaset, tuttavia, è evidente a tutti chi detiene il controllo: Maria De Filippi. Piersilvio Berlusconi percepisce questo dominio con disagio, poiché i programmi da lui promossi, ad eccezione della Ruota della Fortuna, presentano ascolti inferiori o comunque non comparabili al successo dei programmi della De Filippi.  Di conseguenza, si ritrova in una posizione di dipendenza, privo del bilanciamento offerto dal costante successo quotidiano dei programmi della produttrice Barbara D’Urso.

In risposta a questa situazione, Piersilvio Berlusconi ha adottato una strategia basata sull’acquisizione di fiction turche.  Queste produzioni, caratterizzate da costi contenuti e da un elevato gradimento tra il pubblico femminile, vengono impiegate per ridurre gradualmente la durata dei programmi della De Filippi, soprattutto dopo la scomparsa del marito Maurizio Costanza, che ne costituiva un importante punto di riferimento.

Un ulteriore elemento di tensione è rappresentato dalla decisione di trasmettere Verissimo, programma condotto dalla compagna di Piersilvio Berlusconi, a partire dal 25 gennaio scorso, anticipando di mezz’ora la messa in onda di Amici. Questa scelta ha suscitato forte irritazione nella De Filippi, che ha iniziato a manifestare interesse per le proposte avanzate da Discovery, azienda statunitense appartenente al colosso mondiale Warner. Discovery ha offerto un contratto quinquennale del valore di un miliardo di euro per l’acquisizione del pacchetto completo dei programmi della De Filippi, triplicando così il valore dell’attuale accordo con Mediaset, che perderebbe così il fulcro del palinsesto di Canale 5.

Discovery, che già detiene i diritti di trasmissione di Fabio Fazio sul Nove, che registra un share del 10%, si affermerebbe come il terzo polo televisivo nazionale, dopo Raiuno e Canale 5, con l’obiettivo di superare rapidamente la concorrenza di Italia1, Rete4, La7, Raidue e Raitre, per poi puntare a erodere progressivamente la posizione dominante di Canale 5, che, senza la De Filippi, perderebbe significativamente valore.

In questo contesto, l’attacco di Fabrizio Corona mette in luce la vulnerabilità della gestione del gruppo da parte di Piersilvio Berlusconi. Inizialmente, Berlusconi tenta di scaricare Alessandro Signorini, ma viene prontamente rimproverato da Marina Berlusconi, che impone una linea ferma contro l’ex paparazzo. Marina conferma Signorini alla direzione editoriale del settimanale Chi e redige un comunicato stampa in cui critica Corona per l’abuso della libertà d’espressione, finalizzato alla “gogna pubblica” e alla “distruzione delle persone”.  Questo è, in sostanza, ciò che Mediaset ha fatto per anni attraverso programmi come “Le Iene” e “Striscia la Notizia”, che hanno persino portato alla disgregazione della famiglia di Giorgia Meloni, nonché attraverso l’uso strategico del gossip tramite il settimanale Chi, edito da Mondadori e diretto da Signorini.

Tuttavia, le star sono profondamente infastidite dalla difesa di Signorini da parte dei due fratelli Berlusconi, poiché ciò ha provocato l’attacco di Fabrizio Corona a numerosi personaggi pubblici, tra cui Gerry Scotti, Samira Lui, Michelle Hunziker, Paolo Bonolis e, soprattutto, Maria De Filippi, la cui irritazione è palpabile e il cui passaggio a Warner, a fronte di un’offerta economica considerevole, sembra imminente.  Pertanto, Piersilvio Berlusconi concepisce una strategia di guerra compatta di tutte le star contro Corona, con la richiesta di un risarcimento di 160 milioni di euro.

Quando uno Stato è in crisi, dilaniato da conflitti interni, per ricompattarsi spesso dichiara guerra a un nemico esterno, costringendo tutti a mantenere l’unità.  È lecito chiedersi se questa strategia si rivelerà efficace.

Questa è l’ultima stagione dei programmi di Maria De Filippi a Mediaset.  La sua eventuale uscita potrebbe rappresentare il colpo più significativo, la vera vittoria dell’azione di Fabrizio Corona.

Corona ha dimostrato come si possa combattere contro avversari talmente ricchi e potenti da apparire invincibili, ma che in realtà sono dei giganti dai piedi d’argilla.

Numerosi individui mi interpellano in merito alle azioni che si possano intraprendere per contrastare tali problematiche. Innanzitutto, è fondamentale acquisire consapevolezza della portata degli interessi in gioco e della mediocrità di coloro che detengono il potere, i quali influenzano la vita quotidiana di ciascuno di noi.

A coloro che, pur disponendo di ingenti risorse, si illudono di poter adottare un atteggiamento autoritario, come nel caso di Fabrizio Corona, rispondiamo con un boicottaggio mirato di Mediaset e Mondadori.  Vi invitiamo a firmare la petizione che ci impegna a non fruire più dei programmi trasmessi da Canale5, Rete4 e Italia1, nonché ad astenersi dall’acquisto di pubblicazioni come il periodico Chi, diretto da Alfonso Signorini.

Signorini, pur avendo ottenuto in breve tempo ciò che Tiziana Cantone non è riuscita a ottenere in due anni, grazie al suo potere, ha dimostrato un atteggiamento sprezzante, come nel caso in cui rispose ad Ambra Angiolini con la frase “potevi pensarci prima”, mentre lei lo implorava di non pubblicare in copertina le foto di un suo bacio a un altro uomo, sottolineando il potenziale impatto negativo su una famiglia con due bambini piccoli. Tale comportamento è alla base del nostro attuale disprezzo nei suoi confronti.



Add comment