Questa mattina, a Sion, in Svizzera, si sono registrati momenti di intensa tensione tra alcuni familiari delle vittime del tragico incendio al Constellation di Crans-Montana e i coniugi Jacques e Jessica Moretti, giunti in città per affrontare un nuovo interrogatorio – il quarto – riguardante la tragedia avvenuta la notte del primo gennaio, che ha causato la morte di 41 persone. Le contestazioni sono state organizzate davanti all’aula universitaria dove si svolgeva l’audizione. Gli indagati, proprietari del discobar teatro della strage di Capodanno, sono arrivati scortati dalla polizia e accompagnati dai loro avvocati, ma la situazione è rapidamente degenerata, con alcuni familiari presenti, meno di una decina, che si sono avventati contro di loro. Si è temuto per un linciaggio pubblico dei due imprenditori. “Avete ucciso 41 persone. Dovete pagare per questo. Avete ucciso mio figlio”, hanno gridato i parenti delle vittime.
Una donna, riuscita ad avvicinarsi a Jacques e Jessica Moretti tra urla e spintoni, ha esclamato: “Siete la mafia, avete pagato 200 mila franchi ed è finita!”. Il proprietario del Constellation ha risposto: “No, non c’è mafia, sono un lavoratore”. La madre di una delle vittime, visibilmente disperata, ha chiesto: “Dov’è mio figlio? Come dormite? Come mangiate? Come respirate? Mio figlio dov’è?”. Jacques ha replicato: “Mi dispiace, mi dispiace, ci prenderemo le nostre responsabilità, siamo qui per la giustizia”.
Tuttavia, la contestazione è stata per lo più pacifica. Tra i presenti, Tobyas e Yaelle, rispettivamente di 14 e 15 anni, fratello e sorella del defunto Trystan, si sono presentati indossando t-shirt con la foto del fratello. “Vogliamo che Jessica Moretti si scusi”, hanno dichiarato. “Sono il fratellino di Trystan e sono venuto qui per dimostrare a Jessica Moretti che ha distrutto delle famiglie, per guardarci negli occhi. Quello che è successo non è normale. Vogliamo giustizia”.
Anche Christian Podoux, padre di Trystan, ha espresso la sua rabbia ai giornali svizzeri: “Voglio che Jessica Moretti sappia quanto duramente ha colpito padri, madri, fratelli e sorelle. Si è allontanata, ha lasciato il Constellation. Altri giovani hanno aiutato, e lei se n’è andata e basta. Non è giusto”. La sua ex moglie ha aggiunto: “Non perdoneremo né dimenticheremo”.
Presente anche Samhare Saleh, fidanzata del padre di Trystan. “Se verranno rilasciati, non impareranno mai, non comprenderanno mai le loro colpe. Forse ricominceranno tutto da capo. Forse non qui, forse in un altro Paese, non lo sappiamo. Quindi siamo costretti a imporre loro delle restrizioni, perché sono colpevoli”. Secondo Saleh, è inaccettabile che i Moretti siano riusciti a ottenere la libertà su cauzione. “Non si può giocare con la vita dei giovani e poi comprarsi la propria uscita di prigione”.
Alla protesta ha partecipato anche un ragazzo di nome Ludo: “Sono qui per sostenere le famiglie delle vittime. Ho perso un amico nell’incendio di Crans-Montana. Oggi dimostreremo a Jessica Moretti che quello che ha fatto non è stato giusto. Vogliamo che si penta di quello che ci ha fatto. E che paghi per i suoi errori. Vogliamo giustizia”.



Add comment