Attenzione alla voce: le tre parole da non dire mai al telefono per evitare truffe
L’intelligenza artificiale non si limita più a generare testi o immagini: oggi è in grado di clonare una voce con una precisione sorprendente. E non servono lunghe registrazioni. Bastano pochi secondi di audio, magari sottratti durante una semplice telefonata, per creare un modello vocale credibile.
È per questo che parole apparentemente innocue come «sì», «pronto» o «uh-huh» possono trasformarsi in strumenti nelle mani dei truffatori. La voce, infatti, non è più soltanto un mezzo di comunicazione: è diventata un vero e proprio dato biometrico, paragonabile a un’impronta digitale.
La voce come firma digitale
Le moderne tecnologie di clonazione analizzano tono, ritmo, inflessioni e modalità espressive. Attraverso questi elementi, costruiscono un modello capace di riprodurre la voce di una persona in modo realistico, includendo persino emozioni come urgenza, paura o calma.
Una volta ottenuto questo modello, i criminali possono:
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Telefonare a familiari fingendo di essere la vittima
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Inviare messaggi vocali per chiedere denaro
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Autorizzare pagamenti
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Accedere a servizi che utilizzano il riconoscimento vocale
Il tutto senza che la persona interessata ne sia consapevole.
La “trappola del sì”
Una delle tecniche più diffuse è conosciuta come “yes trap”. Il meccanismo è semplice: il truffatore pone una domanda banale, inducendo la vittima a rispondere «sì». La risposta viene registrata e successivamente utilizzata per simulare l’accettazione di un contratto, di un acquisto o di un’autorizzazione.
Quella registrazione può poi essere presentata come prova di consenso, anche se tale consenso non è mai stato realmente espresso.
Per questo motivo, è prudente evitare risposte affermative dirette quando non si conosce l’identità di chi sta chiamando.
Anche un semplice «pronto» può bastare
Molte chiamate automatiche hanno un obiettivo preciso: verificare se il numero è attivo e se dall’altra parte risponde una persona reale. Pronunciando «pronto», si conferma entrambe le informazioni e si fornisce materiale utile per una possibile registrazione.
Una strategia più sicura consiste nell’attendere che l’interlocutore si identifichi per primo, chiedendo chiaramente nome, cognome e motivo della chiamata.
Come proteggersi
Adottare alcune semplici abitudini può ridurre significativamente il rischio:
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Evitare di dire «sì», «confermo» o «accetto» a numeri sconosciuti
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Chiedere sempre l’identificazione dell’interlocutore
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Riagganciare in caso di dubbi o richieste sospette
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Non partecipare a sondaggi telefonici non richiesti
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Verificare regolarmente movimenti bancari e notifiche di pagamento
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Bloccare e segnalare numeri sospetti
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In caso di chiamate da presunti familiari in difficoltà, chiudere e richiamare direttamente il numero conosciuto
Una nuova forma di sicurezza digitale
Nell’era dell’intelligenza artificiale, la voce rappresenta una chiave digitale. Proteggerla è fondamentale quanto tutelare password, documenti e dati personali.
Essere prudenti non significa essere diffidenti verso tutto, ma consapevoli dei rischi. Con attenzione e comportamenti corretti, è possibile continuare a utilizzare il telefono con serenità, evitando trappole sempre più sofisticate e invisibili.



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