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Stefano Bandecchi, sindaco di Terni, rinviato a giudizio per evasione fiscale. L’indagine coinvolge anche altri tre dirigenti dell’università telematica Unicusano



Il giudice dell’udienza preliminare di Roma ha deciso di rinviare a giudizio Stefano Bandecchi, sindaco di Terni, accusato di evasione fiscale. La Procura contesta a Bandecchi di non aver versato circa 20 milioni di euro in imposte durante il suo mandato come amministratore di fatto dell’università telematica Unicusano. Secondo gli inquirenti, le somme non sarebbero state pagate tra il 2018 e il 2022. Oltre a Bandecchi, sono coinvolte altre tre persone che hanno ricoperto ruoli di responsabilità nella stessa università, e la prima udienza è stata fissata per il 4 giugno davanti al tribunale monocratico.



Dopo la decisione del giudice, Bandecchi ha commentato: “Nessuna sorpresa, me lo aspettavo, tutto come previsto, le udienze preliminari non servono a niente. Speriamo di poter dimostrare nel processo la nostra innocenza”.

L’accusa di evasione fiscale contro Bandecchi si basa sulla sua presunta gestione dell’università fino al 2021, quando ha assunto il ruolo di presidente del consiglio di amministrazione. È stato eletto sindaco col centrodestra e ha successivamente cambiato alleanza politica, candidandosi come presidente di Dimensione Bandecchi alle elezioni regionali del 2025 in Campania.

Nel gennaio 2023, la Guardia di Finanza ha sequestrato fondi per un valore di circa 21 milioni di euro, ritenuti non versati come IRES. Gli inquirenti considerano Unicusano una holding commerciale, sostenendo che l’università abbia abbandonato le sue finalità formative e sociali in favore del profitto a partire dal 2011. L’inchiesta ha evidenziato che il primo episodio di evasione fiscale risalirebbe a gennaio 2018, con un comportamento che si sarebbe protratto fino al 2022. L’accusa sostiene che Bandecchi abbia sottratto somme all’erario per evadere l’imposta sul reddito, avvalendosi di agevolazioni fiscali illecite per attività imprenditoriali non correlate all’università.

Insieme a Bandecchi, sono stati rinviati a giudizio anche Giovanni Puoti, Fabio Stefanelli e Stefano Ranucci, che hanno ricoperto vari incarichi all’interno di Unicusano.

A seguito dell’apertura dell’inchiesta, Bandecchi aveva espresso il suo disappunto, affermando: “Il mio lavoro lo faccio bene e, da bravissima persona quale sono, le persone che hanno perso il lavoro per quattro mesi saranno ancora pagati dall’università Nicolo Cusano”. Si era poi scagliato contro l’indagine, definendola “totalmente schifosa” e affermando che non rispondeva alla realtà, tanto da far dire agli stessi consulenti del magistrato che l’indagine era mal condotta.

La situazione di Bandecchi si complica ulteriormente con l’avanzare del processo, mentre la sua posizione da sindaco e le sue ambizioni politiche potrebbero essere messe a rischio a causa di queste accuse gravi. La questione della trasparenza e della responsabilità nel settore pubblico è tornata al centro del dibattito, con molti che attendono di vedere come si svilupperà il caso in aula.



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