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La testimonianza dei superstiti del bus in Svizzera: “Si è dato fuoco e le fiamme si sono propagate”



Un incendio su un autobus di linea ha causato sei vittime e diversi feriti nella serata di martedì 10 marzo 2026 a Kerzers, nel Canton Friburgo, in Svizzera. Le autorità cantonali stanno ricostruendo l’accaduto e, sulla base delle prime informazioni raccolte sul posto, indicano che si tratterebbe di un atto doloso. Resta invece aperta ogni valutazione sull’eventuale matrice terroristica: la polizia, allo stato, riferisce che non ci sono elementi per sostenerla.



Le testimonianze circolate nelle ore successive all’episodio descrivono un gesto volontario. Un racconto, ripreso dai media locali, afferma: “Un uomo si è versato la benzina addosso e si è dato fuoco”. Le dichiarazioni dei presenti, secondo quanto comunicato dagli investigatori, convergerebbero sull’ipotesi che a bordo sia stato utilizzato un innesco per appiccare l’incendio.

A fornire un primo riscontro sul contenuto delle testimonianze è Frederic Papaux, portavoce della polizia cantonale di Friburgo. Secondo quanto riferito, i presenti avrebbero raccontato che “una persona ha maneggiato intenzionalmente un ordigno incendiario”. Non è stato ancora chiarito se la persona indicata dai testimoni sia tra le sei vittime già accertate: la polizia non ha confermato l’identità di chi avrebbe innescato le fiamme e, nelle comunicazioni diffuse, sottolinea che l’evoluzione clinica dei feriti potrebbe far aumentare il numero dei morti nelle prossime ore.

L’incendio è scoppiato intorno alle 18.25 di martedì, quando un autobus del trasporto regionale AutoPostale – partito dal Comune di Düdigen – si trovava nell’area urbana di Kerzers. La Centrale operativa della polizia cantonale è stata informata poco dopo l’avvio del rogo. All’arrivo degli agenti, il mezzo risultava già completamente avvolto dalle fiamme. Solo dopo un intervento prolungato dei vigili del fuoco è stato possibile spegnere l’incendio e predisporre un perimetro di sicurezza per consentire le operazioni di soccorso, i rilievi e la messa in sicurezza della sede stradale.

Gli effetti sulle persone a bordo sono stati gravissimi. Sei passeggeri hanno perso la vita. Le vittime, al momento, non sono state rese note: la polizia ha comunicato che, a causa delle condizioni dei corpi, le procedure di identificazione potrebbero richiedere diversi giorni. Il numero totale dei passeggeri presenti sul bus non è stato ancora ufficializzato, elemento che gli inquirenti stanno cercando di chiarire anche attraverso l’analisi del percorso e l’acquisizione di eventuali registrazioni o testimonianze.

Cinque persone sono rimaste ferite. Tre di loro versano in condizioni critiche e sono state trasferite in ospedale con l’elicottero. Per una persona è stato necessario il ricovero in un centro specializzato per ustionati. Tra i feriti gravi figura anche un paramedico intervenuto nei soccorsi. Altri due feriti sono stati assistiti sul posto: le loro condizioni, secondo quanto riferito, non hanno richiesto il ricovero.

Sul piano investigativo, l’inchiesta è stata avviata dalla Procura competente, che dovrà accertare la dinamica e, soprattutto, stabilire quale tipo di innesco o dispositivo sia stato impiegato. Le informazioni disponibili, raccolte da forze dell’ordine e media, indicano che un uomo avrebbe utilizzato un meccanismo per avviare l’incendio all’interno del veicolo. Il dettaglio tecnico del presunto “ordigno incendiario” e le modalità con cui sarebbe stato attivato saranno oggetto di verifiche della polizia scientifica, anche tramite l’esame della carcassa del bus e dei reperti recuperati.

Quanto alla qualificazione del gesto, le autorità mantengono cautela. Pur indicando con chiarezza che l’episodio appare doloso, la polizia preferisce non esprimersi sull’ipotesi di terrorismo. In particolare, dalle dichiarazioni di Martial Pugin, responsabile dell’ufficio comunicazione della polizia cantonale, emerge che “al momento non ci sono prove che si sia trattato di un atto terroristico”. Gli investigatori stanno quindi procedendo su più fronti, evitando conclusioni anticipate fino all’acquisizione di riscontri oggettivi.

Nelle ore successive, l’autobus è stato rimosso e la route de Morat, il tratto stradale interessato dall’incendio, è stata riaperta al traffico. Sull’asfalto restano tracce evidenti delle bruciature. Il veicolo verrà sottoposto a ulteriori accertamenti tecnici da parte della polizia scientifica, passaggio ritenuto decisivo per determinare il punto d’origine del fuoco e l’eventuale presenza di acceleranti o componenti riconducibili a un dispositivo d’innesco.

Intanto sono arrivate anche reazioni istituzionali. Il presidente della Confederazione, Guy Parmelin, ha scritto su X di essere “profondamente scioccato e rattristato nell’apprendere che, ancora una volta, delle persone hanno perso la vita in un grave incendio in Svizzera”. Anche l’azienda di trasporti Car Postal è intervenuta con una nota: “Questa tragica notizia ci tocca profondamente tutti. I nostri pensieri sono rivolti ai feriti e alle famiglie delle vittime. Un team di supporto psicologico sarà a disposizione dei dipendenti a partire da mercoledì”.



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