Si segnalano alcune tensioni tra la professoressa e l’alunno coinvolto nell’incidente. Diversi studenti descrivono la professoressa Chiara Mocchi, accoltellata da un suo allievo nei corridoi dell’Istituto Comprensivo “Leonardo Da Vinci” di Trescore Balneario, in provincia di Bergamo, come severa, esigente e, a tratti, provocatoria. Con l’alunno in questione si erano verificati diversi battibecchi, legati a voti insufficienti e note disciplinari. Yasmine, studentessa del liceo, riferisce al Messaggero che la docente di francese, pur essendo preparata, si esprimeva in modo diretto e con un tono piuttosto brusco, che spesso colpiva l’intera classe. La professoressa, secondo Yasmine, accusava gli studenti di essere costantemente al telefono e di non avere voglia di studiare. Il suo approccio non era apprezzato da tutti: Matteo, un altro studente, racconta che alcuni compagni la rispettavano e si impegnavano maggiormente per evitare rimproveri, mentre altri ne risentivano negativamente.
Tra gli studenti presenti durante l’aggressione, Luca fornisce una testimonianza dettagliata: l’alunno ha fatto ingresso indossando un’imbragatura da bicicletta, inizialmente percepita come qualcosa di buffo. Successivamente, Luca ha notato che all’imbragatura era attaccato un telefono, con il quale l’alunno sembrava registrare in diretta, presumibilmente su Telegram. A quel punto, la professoressa ha chiesto all’alunno di consegnare il telefono, come avveniva frequentemente. L’alunno ha quindi estratto un coltello nascosto dietro la schiena, colpendo la professoressa prima al collo e poi all’addome. La professoressa ha tentato di difendersi con le mani, mentre gli studenti presenti in corridoio erano sotto shock.
L’accaduto ha sconvolto profondamente i compagni di classe e la comunità scolastica. Luca, che conosce l’alunno dalle elementari, lo descrive come un ragazzo tranquillo, intelligente, sveglio, socievole e che non aveva mai dato problemi. Nessuno si aspettava un gesto del genere da parte sua. Tuttavia, Luca conclude affermando che con la professoressa esistevano delle tensioni, forse dovute ai voti o alla pressione esercitata durante le interrogazioni.



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