La Procura di Torino ha aperto un fascicolo per chiarire le circostanze della morte di Angelica Viotto, la donna di 31 anni di Pinerolo, in provincia di Torino, deceduta poco dopo aver dato alla luce la figlia. La neonata, secondo quanto emerso, è in buone condizioni ed è già stata dimessa dall’ospedale di Cuneo. Al momento non risultano persone indagate.
La vicenda risale a pochi giorni fa, quando Angelica Viotto si è presentata all’ospedale “Edoardo Agnelli” di Pinerolo per il parto. In base alle informazioni rese note finora, la gravidanza si sarebbe svolta senza criticità particolari nei mesi precedenti. Proprio per questo, la donna sarebbe arrivata in ospedale in un contesto che non lasciava presagire un esito così grave. Durante il ricovero, però, il quadro clinico si è complicato e si è reso necessario il trasferimento alle Molinette di Torino.
La ricostruzione diffusa dall’Asl TO3 parla di «complicazioni cliniche» sopraggiunte durante la fase del parto o immediatamente successiva. Su questo punto saranno gli accertamenti disposti dall’autorità giudiziaria a stabilire con precisione la sequenza degli eventi, le condizioni della paziente, le decisioni adottate dal personale sanitario e le tempistiche del trasferimento verso il presidio ospedaliero torinese. I tentativi di cura messi in atto dopo il trasferimento non sono stati sufficienti a salvarle la vita.
La morte della giovane madre ha portato la Procura ad avviare un’inchiesta conoscitiva, finalizzata a raccogliere documentazione sanitaria e a verificare ogni passaggio dell’assistenza. L’apertura del fascicolo, allo stato attuale, non comporta l’iscrizione di indagati, ma rappresenta un passaggio ordinario quando si rende necessario ricostruire con esattezza un decesso avvenuto in ambito ospedaliero. Tra gli elementi centrali dell’indagine ci sarà l’autopsia, che dovrà chiarire le cause del decesso e fornire un primo inquadramento medico-legale dell’accaduto.
La famiglia di Angelica Viotto si è affidata all’avvocato Roberto Macchia, che segue i parenti della donna in questa fase iniziale. Il legale, parlando a nome della famiglia, ha spiegato la posizione dei familiari e le ragioni della richiesta di piena chiarezza su quanto accaduto. «Al giorno d’oggi – commenta a nome della famiglia – non si muore di parto. È una drammatica tragedia e vogliamo capire la verità. Al momento la bimba sta bene. Ma nasce orfana e questo è un grande dolore per tutti. Se ci sono stati errori, vogliamo saperlo. Se un errore c’è stato, non deve ripetersi. Non era una gravidanza a rischio. Questa donna era entrata in ospedale convinta che sua figlia sarebbe nata con parto naturale e in tempi rapidi. Questa cosa non doveva succedere. Come è stato possibile? Ci affidiamo ai tecnici per capire le valutazioni. Speriamo di avere indicazioni in tempi non troppo lunghi. Anche noi abbiamo nominato un consulente per l’autopsia».
Le dichiarazioni del legale riassumono i principali elementi su cui i familiari chiedono risposte: l’assenza di condizioni di rischio note durante la gestazione, l’improvviso peggioramento del quadro clinico, il trasferimento in un secondo ospedale e l’esito finale. In questa fase sarà determinante l’analisi della documentazione medica, comprese le cartelle cliniche, i referti, i monitoraggi effettuati durante il ricovero e gli eventuali consulti specialistici richiesti nel corso dell’assistenza.
L’autopsia rappresenterà uno snodo importante anche per stabilire se il decesso sia stato provocato da una complicanza rara e imprevedibile oppure se vi siano ulteriori aspetti da approfondire sul piano sanitario. Saranno inoltre valutati i tempi con cui è stata individuata la criticità clinica e quelli del trasferimento dall’ospedale “Edoardo Agnelli” di Pinerolo alle Molinette di Torino. Solo dopo questi passaggi sarà possibile delineare un quadro più completo.



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