Vinto il referendum, il Pd punta già alle prossime politiche. La segreteria del Nazareno adesso vacilla. Tutto indica che lo scontro sarà tra donne. Elly Schlein cavalca l’onda lunga del “No”. Contro di lei, Silvia Salis: giovane promessa del partito, anche se nega coinvolgimento diretto. A guardare da vicino, c’è Dario Franceschini.
Ex titolare della Cultura, lui torna al centro. Non come concorrente, ma con peso nelle scelte interne. Forse non è un caso che dietro tanti volti del PD ci sia sempre lei. Matteo Renzi? Coinvolto. Elly Schlein? Anche qui la sua mano si vede. E chissà, potrebbe arrivare fin dove nessuno nomina apertamente. Così funziona da anni, senza rumore
Dunque, stando al Tempo, Franceschini ha deciso di provare lui stesso quanto vale l’esordiente del Pd. In un giorno qualunque, l’ex titolare della Cultura si è spostato a Genova giusto per mangiare insieme a Silvia Salis. Qualche tempo fa, la sindaca aveva risposto stizzita a chi le domandava se sarebbe passata dalle primarie del partito.
Non pensa che funzionino, anzi crede le cose peggiorerebbero, aumentando divisioni vecchie nel gruppo. A differenza sua, invece, Elly Schlein ha ottenuto la vittoria appoggiandosi proprio a quegli stand all’aperto, com’è stato detto più volte.
Vincerà qualcuno alla fine? Chissà, visto che nel mezzo di due scontri ne approfitta sempre un altro. Niente giudice come Franceschini, piuttosto uno con lo stile da avvocato, tipo Giuseppe Conte: lui intanto ha già preso quel voto chiave per guidare l’ampio schieramento.
A capo del gruppo c’è Urbano Cairo. La7, dopo il risultato referendario, gli ha riservato uno spazio costante in prima linea. Ospitate nei momenti più seguiti, le sue apparizioni compaiono regolari su programmi come DiMartedì o Piazzapulita. Elly Schlein invece arriva più tardi, molto dopo l’orario clou. Non è un affondo brutale, certo. Ma i segnali indicano una direzione precisa.



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