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La gattina Rosi continua a combattere: a Roma le trasfusioni le stanno salvando la vita



La gattina Rosi continua a lottare e resta ricoverata in condizioni critiche al Centro veterinario specialistico di Roma. Gli aggiornamenti diffusi oggi dalla struttura sanitaria indicano che l’animale ha avuto bisogno di trasfusioni di sangue, effettuate con sangue di gruppo B, e che al momento si trova ancora in prognosi riservata. Il quadro clinico viene descritto come complesso e delicato: i veterinari che la seguono, tra cui Paolo Selleri, non forniscono al momento previsioni sull’esito delle terapie in corso.



Secondo quanto riferito, Rosi sta affrontando un’infezione settica diffusa, ritenuta conseguenza della ferita riportata nelle parti intime. La temperatura corporea non risulta ancora stabile e, per questo, l’animale necessita di essere mantenuto al caldo con una lampada. A preoccupare è anche l’alimentazione: la micia non mangia e viene supportata con un sondino naso gastrico. Tra i passaggi considerati determinanti per la ripresa, viene indicata la capacità di tornare ad alimentarsi autonomamente.

Le trasfusioni rappresentano, in questa fase, uno strumento di supporto per consentire ai medici di proseguire con i trattamenti farmacologici. Dalla clinica, i veterinari hanno rivolto un ringraziamento a chi sta seguendo la vicenda e contribuendo alle cure, sottolineando che il ricorso al sangue donato sta offrendo una finestra utile per la gestione terapeutica. In una comunicazione riportata dall’articolo originario, la clinica ha spiegato che “Le trasfusioni ci stanno dando un po’ di tempo per somministrare i farmaci che potrebbero aiutarla a uscire da questo stato – spiegano i veterinari – La prognosi resta ancora riservata. Continueremo a lottare con lei. Attendiamo con ansia un miglioramento”. La struttura ha inoltre precisato che i costi delle cure veterinarie vengono sostenuti dall’associazione LNDC Animal Protection.

A seguire da vicino l’evoluzione del caso è l’associazione animalista LNDC Animal Protection, Sezione Ostia, che sta monitorando la situazione sanitaria della gattina e, parallelamente, le iniziative legali per chiarire quanto accaduto. LNDC, insieme all’avvocato Michele Pezone e al consigliere capitolino Rocco Ferraro, ha presentato un esposto in Procura nei giorni scorsi, chiedendo accertamenti e l’identificazione dei responsabili. L’episodio, secondo quanto ricostruito, sarebbe avvenuto nei pressi del Parco di Tor Tre Teste a Roma tra il 21 e il 23 marzo.

Nel frattempo, intorno al caso si è mobilitata una rete di persone che ha risposto agli appelli per reperire sangue compatibile. Dalla clinica è arrivato un ulteriore messaggio rivolto a chi sta cercando informazioni sulle condizioni dell’animale: “Grazie a tutte le persone che ci hanno portato i loro gatti per la trasfusione, sono gesti bellissimi. Stiamo ricevendo tantissimi messaggi di ringraziamento e ve ne siamo grati”. Insieme al ringraziamento, la struttura ha chiesto di limitare le telefonate dirette al Centro veterinario specialistico: “Vi chiediamo per favore di non chiamare al CVS perché abbiamo il pronto soccorso bloccato dalle telefonate delle persone che vogliono sapere come sta Rosi. Questo però non aiuta gli altri mici. Speriamo di vedere presto dei bei miglioramenti, vi invitiamo a seguire gli aggiornamenti sulla pagina Facebook LNDC Animal Protection”.

La raccolta di sangue per le trasfusioni ha visto la partecipazione di diversi proprietari di gatti, alcuni dei quali si sono messi a disposizione anche spostandosi da fuori città. Tra gli interventi citati, viene indicato quello di una volontaria, Alessia, che ha raggiunto il Centro veterinario specialistico da Viterbo portando con sé la propria gattina Ziva, compatibile per gruppo sanguigno con Rosi. La compatibilità, in questo caso, assume particolare rilievo perché il gruppo B viene descritto come raro nei gatti.

Sempre nell’ambito della mobilitazione, viene ricordato anche l’intervento del consigliere Rocco Ferraro, che avrebbe acquistato una sacca di sangue per consegnarla alla clinica. I volontari di LNDC hanno ringraziato chi si è attivato per il reperimento delle sacche e hanno precisato che, allo stato attuale, l’urgenza legata alla disponibilità di sangue sarebbe rientrata. In un passaggio riportato nell’articolo, viene riferito: “Grazie anche a tutte le persone che si sono attivate immediatamente, che stanno chiamando e che hanno cercato in ogni modo di aiutarci a trovare sangue – commentano i volontari di Animal Protaction – siete stati fondamentali. Al momento però non c’è più bisogno”.

Sul piano sanitario, la situazione viene descritta come ancora instabile. La necessità di supporto termico, l’alimentazione tramite sondino e la gestione dell’infezione restano gli elementi centrali del trattamento. I veterinari, secondo quanto riportato, mantengono un approccio prudente e non rilasciano previsioni, ribadendo che la prognosi resta riservata e che le cure proseguiranno con monitoraggio costa

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