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Alla fine degli anni ’90 internet era un posto selvaggio. E un maniaco online fece l’errore di scegliere la ragazza sbagliata da tormentare



Per anni io e Lena abbiamo raccontato questa storia alle feste come se fosse una leggenda urbana. Ogni volta qualcuno rideva così forte da sputare da bere, poi inevitabilmente arrivava la domanda: “Aspetta… ma davvero ci ha creduto?” E la risposta era sempre la stessa: sì. Totalmente. Ed è questo che ancora oggi mi lascia senza parole. Non tanto il fatto che un uomo adulto abbia sniffato bicarbonato e zucchero vanigliato perché una sconosciuta online glielo aveva suggerito, ma il livello di disperazione e arroganza necessario per ignorare ogni campanello d’allarme pur di credere alla fantasia che si era costruito in testa.



Per capire davvero perché questa storia ci fece così tanto ridere, bisogna ricordarsi com’era internet allora. Oggi le persone sono abituate a social pieni di filtri, account verificati, moderazione automatica e report. Nel 1999 non c’era niente di tutto questo. Entravi in una chat room e potevi essere chiunque. Un diciottenne poteva fingersi quarantenne. Un uomo sposato poteva fingersi adolescente. Nessuno controllava nulla. E quella libertà totale attirava un certo tipo di persone: uomini convinti che internet fosse un supermercato di donne sole da manipolare. Farmer Bob non era nemmeno il peggiore. Era solo abbastanza stupido da farsi distruggere pubblicamente.

Lena invece era l’opposto. Lei capiva internet meglio di chiunque altro conoscessi. Aveva una specie di radar per riconoscere i bugiardi. Bastavano tre messaggi e già capiva chi fosse un maniaco, chi un troll e chi invece semplicemente un povero imbarazzato incapace di parlare con le donne. Farmer Bob rientrava nella prima categoria, ma con un’aggiunta speciale: era convinto di essere intelligentissimo. E quello è sempre il tipo più facile da fregare.

Ricordo ancora la sera in cui ricevemmo quella prima mail furiosa dopo la storia del bicarbonato. Eravamo nel piccolo appartamento di Lena, seduti davanti a un monitor enorme che occupava mezzo tavolo. Internet andava a singhiozzo e ogni volta che arrivava una mail il computer faceva quel rumore metallico orribile tipico dei vecchi programmi. Lena aprì il messaggio, iniziò a leggere e scoppiò a ridere così violentemente da piegarsi in avanti. “Dice che il naso ha sanguinato!” gridò. Io le strappai quasi il mouse dalle mani per leggere meglio. Farmer Bob sembrava sinceramente indignato che il suo “trucco della cocaina fatta in casa” non avesse funzionato. Non stava dicendo: “Mi avete preso in giro.” Stava dicendo: “Mi avete dato la ricetta sbagliata.” È una differenza fondamentale. Significa che una parte di lui continuava davvero a credere possibile quella follia.

Fu lì che Lena ebbe l’idea del porno tedesco. Ancora oggi penso che quella parte sia stata la più assurda dell’intera storia. Inventò tutto in trenta secondi. Disse che faceva video fetish amatoriali venduti ai turisti tedeschi e che usava spesso il mix di bicarbonato prima delle riprese per “caricarsi”. Io quasi caddi dalla sedia. “Non ci crederà mai,” dissi. Due minuti dopo Farmer Bob stava chiedendo dettagli sui film. Chiese se fossero “hardcore”. Chiese se poteva ordinarli per posta. Chiese se Lena fosse “dominante nella vita reale”. Era come guardare qualcuno scavarsi una buca con entusiasmo olimpico.

Girare il trailer fu probabilmente una delle cose più stupide che abbia mai fatto in vita mia. Il fratello minore di Lena aveva tipo sedici anni ed era felicissimo di partecipare perché gli sembrava la cosa più divertente del mondo. Il suo amico aveva capelli lunghi e quindi diventò automaticamente “la controfigura di Lena”. Sistemammo una videocamera terribile sopra una pila di libri. Le luci erano pessime. Il letto cigolava continuamente. Io ero incaricato degli effetti sonori e usavo le mani bagnate per simulare sculacciate realistiche mentre Lena improvvisava tedesco falso tipo “JA JA SPANKEN MEIN LIEBE SCHNITZEL!” Non aveva alcun senso. Nessuno sano di mente avrebbe potuto credere che fosse reale.

E invece Farmer Bob lo trovò credibilissimo.

La sua risposta arrivò poche ore dopo. Era quasi poetica nella sua tristezza. Diceva che il trailer era “molto professionale” e che lui avrebbe pagato “qualsiasi cifra” per vedere i video completi. Lena lesse il messaggio lentamente, poi mi guardò e disse: “Questo uomo vota.” Credo sia stata la frase più spaventosa di tutta la vicenda.

Ma sotto tutta la comicità, c’era anche una soddisfazione più seria. Perché Farmer Bob non era solo un idiota divertente. Era uno che molestava ragazze online pensando di poterlo fare senza conseguenze. Alcune delle utenti più giovani della chat erano davvero spaventate dai suoi messaggi. Una aveva ricevuto email continue per settimane. Un’altra aveva smesso temporaneamente di entrare nella chat perché lui insisteva a chiederle foto e dettagli personali. All’epoca non c’erano strumenti reali per difendersi. Non potevi semplicemente segnalare qualcuno e far chiudere l’account. Gli account nemmeno esistevano davvero. Dovevi arrangiarti. E spesso l’unico modo per fermare certi soggetti era renderli abbastanza ridicoli da farli sparire da soli.

La cosa incredibile è che, dopo il trailer, Farmer Bob diventò quasi docile. Continuava a scrivere, ma con un tono completamente diverso. Come se fosse passato da predatore a fan ossessionato. Chiedeva quando sarebbero usciti nuovi “film”. Chiedeva se Lena facesse spettacoli dal vivo. Una volta mandò addirittura un messaggio in cui descriveva il suo “outfit ideale” per lei: stivali di pelle e zoccoli di legno. Gli zoccoli. Sempre gli zoccoli. Ancora oggi non capisco quella fissazione.

Poi arrivò il messaggio finale. Lena gli scrisse che, prima di vendere qualsiasi VHS, voleva essere sicura che lui fosse “abbastanza energico” per apprezzare il materiale e che quindi avrebbe dovuto provare di nuovo il mix bicarbonato-zucchero. Dopo quello… niente. Sparito. Silenzio totale. Nessuna mail. Nessun messaggio. Nessun nuovo nickname sospetto riconducibile a lui. Era come se la terra l’avesse inghiottito.

Per mesi continuammo a controllare le segnalazioni nella community aspettandoci di vederlo tornare con un altro nome. Non successe mai. Forse si vergognava troppo. Forse i suoi genitori scoprirono perché aveva il naso sanguinante e un interesse improvviso per porno fetish tedeschi inesistenti. Forse finalmente capì che internet non era pieno di ragazze ingenue ma anche di persone pronte a umiliarlo pubblicamente. Qualunque fosse la verità, smise di tormentare la nostra community. E questo bastava.

La parte triste è che il trailer originale andò perso anni dopo quando un hard disk esterno morì definitivamente. Ho ancora sperato per tanto tempo di recuperarlo. Non tanto perché fosse un capolavoro artistico — sembrava girato da procioni ubriachi — ma perché rappresentava perfettamente quell’epoca di internet. Un tempo strano, caotico, pericoloso e incredibilmente creativo. Oggi tutto è più controllato, più filtrato, più veloce. Ma c’era qualcosa di quasi artigianale nel modo in cui le community online si proteggevano da sole allora. Dovevamo inventare sistemi, scherzi, trollaggi e vendette improvvisate per tenere lontani i maniaci. Non c’erano moderatori professionisti. C’eravamo noi.

Io e Lena ci siamo lasciati anni dopo, per motivi completamente normali e noiosi. Ma ogni tanto penso ancora a quella notte davanti al computer, a noi due che ridiamo come pazzi leggendo la mail in caps lock di un uomo convinto di essersi distrutto il naso per colpa di una ricetta segreta della cocaina fatta in casa. E ogni volta mi viene da sorridere.

Perché la verità è questa: Farmer Bob credeva di essere il cacciatore. Pensava di entrare in quelle chat e trovare ragazze vulnerabili da manipolare. Invece finì dentro una commedia assurda dove i ruoli si ribaltarono completamente. Voleva controllare le persone. Finì controllato. Voleva sembrare furbo. Finì a sniffare bicarbonato. Voleva contenuti erotici esclusivi. Finì a guardare due adolescenti completamente vestiti che simulavano sculacciate mentre qualcuno urlava tedesco inventato fuori campo.

E forse questa è la parte più soddisfacente delle vere vendette online: non serve distruggere qualcuno. A volte basta lasciargli fare tutto da solo… e dargli solo una piccola spinta nella direzione sbagliata.

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