Salim El Koudri, 31 anni, autore dell’attacco di Modena: disturbo schizoide della personalità, nessun precedente penale e un disagio crescente legato alla disoccupazione.
Salim El Koudri, il 31enne che il pomeriggio di sabato ha lanciato la sua auto contro i passanti in via Emilia a Modena, è affetto da un disturbo schizoide della personalità. Lo hanno accertato gli investigatori della Digos e dell’Antiterrorismo, che nella giornata di ieri hanno acquisito le cartelle cliniche presso il Centro di igiene mentale di Castelfranco Emilia, struttura in provincia di Modena dove l’uomo era seguito fino a circa due anni fa. L’obiettivo è ricostruire nel dettaglio il profilo psichiatrico dell’aggressore e comprendere se e quanto la sua condizione abbia influito sul gesto.
El Koudri è nato a Seriate, nel Bergamasco, da genitori di origine marocchina. Negli ultimi tempi viveva solo a Ravarino, un piccolo comune della pianura modenese situato a circa quindici chilometri dal luogo in cui è avvenuto l’attacco. Sabato alle 16.30 ha sterzato deliberatamente con il veicolo sul marciapiede affollato, puntando a travolgere il maggior numero possibile di persone. Il bilancio dell’aggressione è drammatico: una donna ha subito l’amputazione di entrambe le gambe in seguito all’impatto, altre quattro persone sono rimaste gravemente ferite. Tra quanti hanno cercato di fermarlo c’è Luca Signorelli, rimasto ferito da un fendente durante la colluttazione con l’aggressore prima che le forze dell’ordine lo immobilizzassero.
Fino al giorno prima dell’attacco, El Koudri era completamente sconosciuto alle autorità: nessuna segnalazione nei database investigativi, nessun precedente penale, nemmeno una sanzione amministrativa. Un profilo che ha reso più complessa la prevenzione dell’episodio. L’appartamento in cui abitava è stato perquisito a fondo alla ricerca di qualsiasi elemento utile a chiarire le motivazioni del gesto. L’esito delle ricerche non ha finora prodotto elementi riconducibili a simpatie per ambienti estremisti o per organizzazioni islamiste, né materiali che possano far ipotizzare un percorso di radicalizzazione ideologica. Gli inquirenti non escludono l’ipotesi che l’uomo possa aver assunto dei farmaci nelle ore precedenti all’attacco, anche se le analisi effettuate non hanno rilevato tracce di alcol né di sostanze stupefacenti.
Stando a quanto riferito dai vicini di casa interpellati dagli investigatori, El Koudri era conosciuto nel palazzo come una persona tranquilla e schiva, che non attirava l’attenzione e non aveva mai creato problemi. L’unico elemento di disagio percepibile riguardava la sua situazione lavorativa: nonostante fosse laureato in Economia, cercava lavoro da tempo senza riuscire a trovare un’occupazione stabile, e questa condizione sembrava pesargli in modo significativo. Una frustrazione silenziosa, che i conoscenti descrivono come la sua preoccupazione principale.
Le indagini sono ora concentrate sull’analisi del conto corrente bancario, del telefono cellulare e degli altri dispositivi digitali sequestrati, con l’obiettivo di ricostruire gli ultimi mesi di vita dell’uomo e individuare eventuali contatti o segnali che possano aver preceduto la decisione di agire. Sono già state ascoltate diverse persone che lo conoscevano, e gli inquirenti non escludono di estendere le audizioni ai commercianti della zona in cui viveva o frequentava abitualmente. Una delle piste che gli investigatori stanno considerando è quella di un possibile legame tra l’attacco e un episodio specifico legato alla ricerca di lavoro, come un rifiuto da parte di un datore di lavoro o una situazione di conflitto personale che potrebbe aver innescato il gesto.
Il quadro che emerge al momento è quello di un uomo ai margini, privo di radici solide nel territorio, con una storia di fragilità psichica e una condizione economica precaria, ma senza legami con ambienti criminali o estremisti. Un profilo che complica l’inquadramento dell’episodio e che spinge gli investigatori a procedere con cautela prima di formulare conclusioni definitive sulle motivazioni dell’attacco.



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