Il vicepremier Antonio Tajani ha suscitato polemiche durante un’intervista pubblica a Formello, esprimendo una serie di stereotipi sessisti risalenti agli anni Cinquanta. Tra le sue affermazioni, ha dichiarato: “Meglio sposare una donna meno appariscente, è più affidabile e seria”. Queste parole non rappresentano un semplice scivolone, ma evidenziano una mentalità patriarcale ancora molto diffusa.
Durante l’evento “Itaca – Viaggio tra le idee”, Tajani ha utilizzato una metafora per invitare gli elettori a sostenere una forza politica moderata e rassicurante. Con un linguaggio diretto, ha offerto un quadro di una mentalità maschile italiana che sembra provenire dall’immaginario del neorealismo degli anni Cinquanta: “Se dovessi dare un consiglio a mio figlio che mi chiede ‘che donna mi devo sposare? Una ragazza magari affascinante? Ma quella ragazza affascinante che carattere ha? È portata magari a mettere qualche ‘cornetto’? E poi magari c’è un’altra ragazza che è più seria, magari meno appariscente, però più affidabile, più seria, che sarà una buona madre di famiglia. Allora a mio figlio dico, scegli la seconda”.
Tajani ha continuato il suo discorso suggerendo che la donna “seria” è preferibile a quella “appariscente”, affermando: “Preferisci quella così o quella seria, che magari ha le gonne un po’ più lunghe di quell’altra”. Lo stesso consiglio, intriso di cliché, è stato esteso alle donne, suggerendo loro di optare per uomini più “affidabili” piuttosto che per i “playboy”.
Le dichiarazioni del vicepremier non sono passate inosservate e hanno scatenato reazioni indignate da parte dell’opposizione. Raffaella Paita, senatrice e capogruppo al Senato di Italia Viva, ha commentato: “Tajani riesce sempre a stupire, regalandoci perle di saggezza. Per il vicepremier è meglio non sposare una ragazza avvenente. Una sortita anni Cinquanta, degna del peggior patriarcato mediterraneo”. Ha anche aggiunto: “Secondo il nostro ministro degli Esteri, se sei bella sei infedele, mentre se non lo sei risulti affidabile. Di fronte all’impegno della politica sul femminicidio, queste parole sono drammatiche”.
La senatrice del Partito Democratico, Valeria Valente, ha definito le affermazioni di Tajani come “un concentrato di stereotipi sulle donne e un’idea della donna quale angelo del focolare”, sottolineando che tali dichiarazioni sono “vergognose e indegne di un ministro della Repubblica italiana”.
Anche Matteo Renzi ha criticato il ministro degli Esteri, scrivendo su X: “Questo è il ministro degli Esteri dell’Italia nel 2026: Tajani e le gonne lunghe”. Ha rilanciato il video dell’intervista, aggiungendo che le parole di Tajani restituiscono un’idea della donna ottocentesca e ha esortato il ministro a concentrarsi su questioni più rilevanti, come le condizioni delle donne afghane, piuttosto che sulle minigonne delle ragazze italiane.
In sintesi, le affermazioni di Antonio Tajani hanno sollevato un acceso dibattito pubblico, evidenziando la persistenza di stereotipi di genere e la necessità di una riflessione profonda sulla posizione delle donne nella società contemporanea.



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