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«Il Metodo Grönholm» di «Sotto a chi tocca»: quando il colloquio diventa una prova psicologica



«Sotto a chi tocca», il nuovo film diretto da Giorgio Pasotti, prende spunto dalla celebre commedia teatrale Il metodo Grönholm di Jordi Galceran per raccontare una selezione del personale molto lontana dagli schemi tradizionali. Al centro, sei candidati si trovano ad affrontare prove pensate per metterli l’uno contro l’altro e svelare fino a che punto si spingerebbero pur di ottenere un ruolo ambito.



Il meccanismo del Metodo Grönholm

Nel film, il cosiddetto “metodo Grönholm” non va inteso come una reale procedura aziendale, ma come un espediente narrativo accuratamente progettato per porre i partecipanti sotto una pressione intensa. I candidati sono costretti a misurarsi con prove che sconvolgono gli equilibri del gruppo, rendendo ogni scelta carica di conseguenze sia personali che morali.

La dinamica della selezione si basa sull’assenza (quasi totale) dei selezionatori: le prove arrivano tramite istruzioni e ogni esercizio costringe i partecipanti a esporre le proprie strategie, dubbi e paure.

Non solo competenza: come agisce il metodo

Il metodo Grönholm va oltre la semplice valutazione delle competenze tecniche. Il vero oggetto di analisi è la reazione dei candidati quando la competizione diventa personale. Si osservano:

  • Chi cerca alleanze o crea divisioni
  • Chi mente o manipola
  • Chi sfida i propri limiti pur di restare in gara

Il metodo, in realtà, nasce come scelta autoriale nella commedia spagnola di Jordi Galceran, portando elementi degli assessment center a una dimensione estrema per rendere il colloquio quasi una sfida teatrale.

Un esperimento sociale al cinema

Secondo la scheda ufficiale di Filmitalia, il film Sotto a chi tocca adatta fedelmente la struttura concentrata e claustrofobica del testo originale: pochi personaggi, uno spazio unico e il graduale cambiamento dei rapporti interpersonali attraverso le prove.

L’apparente assenza dei selezionatori acuisce la tensione: i candidati non sanno mai quanto vengano osservati o se le situazioni create siano reali o frutto della prova stessa. Questo scenario amplifica il senso di incertezza, costringendo i partecipanti a una continua scelta fra cooperazione e competizione individuale.

L’opera si distingue anche tra le proposte italiane di cinema contemporaneo per la centralità del dialogo e delle dinamiche fra personaggi, caratteristiche che riflettono la sua origine teatrale, e per aver sollevato riflessioni sul mondo del lavoro moderno e sulla natura dei processi di selezione.

I protagonisti e il cast

Al centro della selezione troviamo sei candidati, interpretati da attori ben noti al pubblico italiano:

  • Giorgio Pasotti (Fernando)
  • Giovanna Mezzogiorno (Daniela)
  • Stefano Fresi (Enrico)
  • Rocco Papaleo (Carlo)
  • Giacomo Giorgio (Giulio)
  • Linda Messerklinger (Franca)

La diversità di età, esperienze e caratteri tra i personaggi è funzionale a mostrare come ciascuno gestisca il timore, la pressione e il desiderio di emergere in modo unico.

Il significato al centro della narrazione

Il vero fulcro del film non risiede nella ricerca di un vincitore del colloquio, ma nella volontà di mostrare le vulnerabilità umane quando la competizione professionale diventa esasperata. La storia si trasforma così in uno specchio delle dinamiche sociali, mettendo in luce temi come:

  • Ambizione e paura di fallire
  • Bisogno di approvazione
  • Tendenza al sacrificio dei legami pur di primeggiare

«Il metodo Grönholm è uno strumento che serve a fare emergere la vera natura delle persone, più che a individuare il candidato migliore secondo criteri convenzionali»

Un richiamo diretto al contesto europeo: la riflessione su selezione, merito e competitività lavorativa coinvolge da vicino anche il mercato del lavoro italiano, dove spesso la dimensione umana si scontra con la ricerca dell’efficienza e della performance.

In sintesi, Sotto a chi tocca utilizza il “metodo Grönholm” per scandagliare i limiti e le sfide della nostra società, rendendo il film una testimonianza attuale sull’evoluzione dei processi di selezione e sulle dinamiche psicologiche che li animano.

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